Riccione. SEQUESTRATI AI FINI DELLA CONFISCA UN APPARTAMENTO A RICCIONE E SALDI DI CONTI CORRENTI BANCARI PER 870.000 EURO

Comunicato stampa                                                  Rimini, 06 agosto 2018

 

 

GUARDIA DI FINANZA RIMINI: LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE. SEQUESTRATI AI FINI DELLA CONFISCA

UN APPARTAMENTO A RICCIONE E SALDI DI CONTI CORRENTI BANCARI PER 870.000 EURO.

 

 

Un ulteriore concreto risultato in materia di lotta al sommerso d’azienda, di contrasto all’evasione fiscale e all’illecito trasferimento di capitali all’estero è stato ottenuto al termine di una articolata attività ispettiva fiscale condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Rimini: le Fiamme gialle infatti hanno da poco dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale di Rimini, fondato sugli esiti degli accertamenti di polizia economico-finanziaria operati di iniziativa, sottoponendo a vincolo giudiziario ai fini della confisca un immobile di pregio, ubicato a Riccione, e saldi attivi di conti correnti bancari, per un valore complessivo di circa 870.000 euro.

Il sequestro patrimoniale scaturisce dalle emergenze di uno degli oltre 160 interventi di polizia economico – finanziaria messi a segno negli ultimi due anni, con proficui risultati, dai militari del Comando Provinciale di Rimini nei confronti di soggetti interessati a vario titolo da significativi flussi finanziari tra Italia e Repubblica di San Marino. In particolare, tra gli altri, l’attenzione degli investigatori della Squadra Operativa Volante si è concentrata nei confronti di un residente nel comune di Rimini, titolare di consistenti rapporti di conto corrente presso istituti bancari sammarinesi, che dopo i mirati approfondimenti eseguiti dai Finanzieri è risultato in concreto svolgere l’attività di commercio al dettaglio, anche on line, di orologi di pregio (“Rolex”) e gioielli di ingente valore, senza documentare, registrare e dichiarare come previsto dalla legge i corrispettivi percepiti, sia ai fini del pagamento dell’IVA che delle imposte sui redditi.

 

L’attività svolta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Rimini, sotto il costante coordinamento del Comando Provinciale, in questo caso si è articolata in una capillare investigazione tesa alla individuazione e ricostruzione dell’ingente volume d’affari messo in piedi – nel giro di soli tre anni – dall’occulto commerciante di orologi e preziosi. Avvalendosi, invero, delle peculiari potestà e professionalità proprie della Polizia economico-finanziaria, sono stati effettuati minuziosi accertamenti bancari, che, integrati dalle risposte fornite a mirati questionari inviati ai numerosi e spesso facoltosi clienti del soggetto, hanno permesso di attribuire all’operatore economico incassi dalle vendite per 3.200.000,00 euro, con un’IVA dovuta all’erario di oltre 600.000,00 euro e un’IRAP per 123.000,00 euro, oltre ad accertare la disponibilità di 73.000,00 euro di interessi attivi maturati sui depositi bancari sammarinesi; il tutto occultato e mai dichiarato al fisco italiano.

I Finanzieri, all’esito dell’operazione, constatato il superamento delle soglie di punibilità in sede penale, oltre alla denuncia del soggetto responsabile per il reato di omessa presentazione delle dichiarazioni d’imposta, richiedevano alla Procura della Repubblica di Rimini, l’applicazione del sequestro preventivo ex art. 321 del Codice Penale, finalizzato alla confisca per equivalente del profitto dell’evasione accertata. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Rimini, dott. Luigi Sgambati, preso atto delle conclusioni dei finanzieri, nonché sulla base degli elementi contenuti nei conseguenti avvisi di accertamento nel frattempo emessi dall’Agenzia delle Entrate di Rimini, formulava specifica proposta di sequestro al GIP del Tribunale per un importo pari alle imposte complessivamente evase dal soggetto.

 

Il provvedimento così emesso, è stato eseguito nei giorni scorsi dagli stessi Finanzieri di Rimini, con l’individuazione e l’apposizione del vincolo giudiziario ad un appartamento ubicato in una prestigiosa posizione nel comune di Riccione, di proprietà dell’indagato, oltre che ad alcuni saldi di conti correnti allo stesso riconducibili. Il patrimonio così sequestrato potrà consentire allo Stato, in caso di confisca, il ristoro del mancato introito delle ingenti somme illecitamente sottratte alla tassazione.