Rimini. La Cassazione conferma 25 anni di reclusione per padre Gratien Alabi

La Cassazione conferma 25 anni di reclusione per padre Gratien Alabi. Il sacerdote congolese andrà in prigione per l’omicidio volontario di Guerrina Piscaglia e la distruzione del cadavere. Il verdetto è arrivato alle 22,45 dopo ore di snervante attesa. La Suprema Corte ha abbracciato la linea del procuratore generale Elisabetta Cesqui che aveva chiesto la conferma della pena. La tragica storia ha inizio il primo maggio del 2014 quando Guerrina Piscaglia scompare da Ca’ Raffaello, piccola frazione dell’Appennino aretino, quasi al confine con l’Emilia Romagna e le Marche. Alcuni compaesani la vedono passeggiare poco dopo l’ora di pranzo lungo la Marecchiese, strada che percorreva quotidianamente per andare in canonica. Poi più niente, svanita nel nulla. La mattina stessa, come nei giorni precedenti, aveva scambiato alcuni messaggi con padre Gratien e, tra questi, la famosa frase “vengo a cucinarti il coniglio e poi facciamo l’amore”. Dal giorno della condanna, il sacerdote congolese, che si è sempre professato innocente, ha vissuto a Roma nel convento dei Premotratensi, ordine religioso al quale appartiene, controllato tramite un dispositivo elettronico alla caviglia. Adesso, con la conferma della condanna da parte della Cassazione, dovrà andare in prigione.