A Bologna premiato tassista che aiutò donna a partorire in casa

Apr 26, 2022

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    (ANSA) – BOLOGNA, 26 APR – “Quella di Fabrizio Rossi è una
    bellissima storia, che mette in luce un senso civico e di cura
    non consueti”. Con queste parole l’assessora alla Mobilità e
    Infrastrutture, Valentina Orioli, ha consegnato la medaglia al
    merito civico ‘Giorgio Guazzaloca’, al giovane tassista 28enne
    che lo scorso 30 gennaio ha aiutato a partorire in casa una
    cliente straniera, dopo aver ricevuto una chiamata dal
    centralino mentre faceva servizio nel parcheggio dell’ospedale
    Maggiore. La cerimonia si è tenuta nel giorno del quinto
    anniversario della scomparsa dell’ex sindaco Guazzaloca, ed
    erano presenti anche la moglie Egle Selmi e la figlia Grazia.
        La medaglia d’argento al merito civico, che riporta lo stemma
    del Comune di Bologna, viene assegnata ai cittadini che per la
    loro attività si sono particolarmente distinti con azioni a
    favore della cittadinanza, divenendo un esempio virtuoso e un
    riferimento per l’intera comunità.
        “Sono molto emozionato, non mi aspettavo di ricevere un
    riconoscimento – ha detto Fabrizio Rossi – anche quando mi
    chiamò il sindaco Lepore per dirmelo non ci credevo. Quel giorno
    lo ricorderò tutta la vita, è stata una esperienza incredibile.
        Adesso ogni volta che vedo un cliente molto agitato che si
    sbraccia per attirare la mia attenzione ripenso a quei momenti”,
    racconta il tassista.
        Il 28enne, giunto all’indirizzo del cliente, fu praticamente
    trascinato dentro casa dal papà del bambino e con l’aiuto
    telefonico di una operatrice del 118 aiutò a partorire la
    neomamma, che non parlava italiano ed era molto spaventata. “A
    mio marito avrebbe fatto molto piacere sapere di questo premio –
    ha detto la moglie dell’ex sindaco – sono felice per questo
    ragazzo, se lo merita. A distanza di cinque anni dalla sua
    scomparsa sento che le persone in città amano ancora molto
    Giorgio, perché lui amava questa città”. (ANSA).
       


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