“A fugare ogni dubbio…”. La Siracusano spiega la riforma del Csm

Mag 4, 2022

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    La riforma del Consiglio supeiore della magistratura non ha l’etichetta di Forza Italia ma se il partito guidato da Silvio Berlusconi non ci avesse messo del suo il disegno sarebbe stato con tutta evidenza peggiore: questa è la sintesi della visione dell’onorevole Matilde Siracusano in merito ad un altro passaggio voluto dal governo per modificare il sistema Giustizia.

    La deputata di Fi ha detto la sua a SprayNews. “Ripeto – ha fatto presente la deputata siciliana – , non è la nostra riforma, ma è la migliore legge sull’ordinamento giudiziario che sia stata prodotta in questa legislatura, in un governo che non è di centro-destra, ma un governo con il M5S e con la sinistra”. Per comprendere l’entità dell’impianto riformistico votato, bisogna dunque considerare quali fossero le altre forze partitiche con cui Forza Italia ha dovuto avere a che fare, nell’ottica dell’esecutivo di unità nazionale.

    Comunque sia, si tratta di un cambiamento che, per la Siracusano, inizia a prendere in considerazione alcuni aspetti sinora rimasti irrisolti: “Per la prima volta si è affrontato il tema annoso, ossia quello delle nomine ‘a pacchetto’, vera piaga del Csm, finalmente assistito ora da regole certe che dipenderanno dall’ordine cronologico, cancellando alchimie assurte agli onori della cronaca”, ha spiegato, in premessa, l’esponente politica.

    L’osservazione verte pure su come sarebbe stata la riforma se Forza Italia non fosse intervenuta. In questo senso, l’onorevole rivendica il ruolo svolto dal partito a cui appartiene. Ma questo non significa che la soddisfazione possa essere dilagante. Il problema sollevato è soprattutto la legge elettorale contenuta all’interno del testo: “Pierantonio Zanettin – capogruppo Fi in commissione Giustizia – si è battuto fino all’ultimo per il sorteggio temperato, che reputiamo essere l’unico strumento per contenere e attenuare il potere delle correnti, purtroppo però senza successo”.

    C’è un “però”. La reazione dell’Associazione nazionale Magistrati ha sgombrato il campo da alcune perplessità, dice la deputata. “Ma a fugare ogni dubbio – ha osservato la Siracusano – ci ha pensato L’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), proponendo lo sciopero! E per me lo sciopero significa che al peggio non c’è mai fine: significa che l’Anm sta dicendo al Parlamento che non ha diritto di esercitare il potere legislativo e che non ha il potere di produrre norme che tocchino minimamente il sistema della magistratura”.

    La chiosa dell’intervista è dedicata all’impegno per il referendum del prossimo 12 giugno. Quello, per la deputata, è l’appuntamento in cui avverrà uno “sciopero”, per così dire, di chi rivendica una “giustizia giusta”.


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