A Marrakech vince l’Iran con film di Dehkordi su Teheran oggi

Condividi l'articolo

L’esordio alla regia del regista iraniano Emad Aleebrahim-Dehkordi, Chevalier Noir (A Tale Of Shemroon), ha vinto l’Étoile d’Or, il Gran Premio del Festival, al Festival internazionale di Marrakech, la cui giuria era presieduta da Paolo Sorrentino.
    Il lungometraggio, che era tra i 14 film in competizione, passato in anteprima mondiale nella sezione New Directors di San Sebastian, è ambientato nella Teheran contemporanea: storia di due fratelli, uno coinvolto nel commercio della droga l’altro aspirante pugile, in lutto per la morte della madre. Echi di grande attualità nel terzo personaggio del film, Hana, che vuole uscire indossando il velo senza i rigori della polizia iraniana al centro oggi di una rivoluzione nel paese. “Ho girato il film a Teheran due anni fa – ha detto Dehkordi all’ANSA – e la scena del velo, che oggi evoca il gesto di Mahsa Amini e il suo martirio, era per così dire nell’aria. Penso che per il suo coraggio e di tutte le altre e gli altri, la rivoluzione non si fermerà. E’ qualcosa che si sta allargando, non sono gesti isolati, ma richieste che hanno a che fare con i diritti umani, la libertà, le istanze democratiche in un momento in cui la crisi economica nel mondo ma in Iran assicuro davvero tragica sta affamando la popolazione”.
    In giuria con Sorrentino c’erano l’attrice britannica Vanessa Kirby, dall’attrice tedesca Diane Kruger, dal regista australiano Justin Kurzel, dalla regista e attrice libanese Nadine Labaki, dalla regista marocchina Laïla Marrakchi e dall’attore francese Tahar Rahim.
    Il Premio della Giuria è stato assegnato ex æquo a Alma Viva della regista portoghese Cristèle Alves Meira e a The Blue Caftan della regista marocchina Maryam Touzani . Entrambi i film sono candidati all’Oscar quest’anno per i rispettivi paesi. Il premio per la migliore regia è andato alla regista svizzera Carmen Jacquier per il dramma Tuono ambientato in un remoto villaggio di montagna all’inizio del XIX secolo.
    La migliore attrice Choi Seung-Yoon per il suo ruolo in Riceboy Sleeps del regista canadese Anthony Shim. Arswendy Bening Swara si è aggiudicato il premio come miglior attore per la sua interpretazione nel dramma indonesiano Autobiography di Makbul Mubarak. Il festival ha anche festeggiato la regista, sceneggiatrice e produttrice marocchina Farida Benlyazid con un tributo alla carriera. Premi alla carriera alla star di Bollywood Ranveer Singh e a Tilda Swinton.
    La 19a edizione del Marrakech International Film Festival ha segnato il suo ritorno dopo una pausa di tre anni e due edizioni a causa della pandemia.
    Nel corso dei 10 giorni dell’evento, più di 150.000 spettatori hanno assistito a 124 proiezioni di film al Palais des Congrès di Marrakech, al Cinéma Le Colisée, in Place Jemaa El Fna e al Musée Yves Saint Laurent.
    Come nelle precedenti edizioni, l’edizione 2022 del Marrakech International Film Festival ha riservato un posto speciale al cinema marocchino con un programma che ha onorato una nuova generazione di registi le cui opere sono acclamate dalla critica sia in patria che nel mondo.
    Tra i film locali che hanno goduto di animate proiezioni figurano il primo lungometraggio di Yasmine Benkiran Queens , il secondo film di Fyzal Boulifa The Damned Don’t Cry e Fragments from Heaven , il primo lungometraggio di Adnane Baraka.
   


Fonte originale: Leggi ora la fonte