A scuole e ricerca i primi fondi Pnrr per ripartire “Dieci miliardi subito, stiamo pensando al futuro”

Ott 8, 2021

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    Potenziare il tempo pieno e la capienza degli asili nido. Per invertire davvero la curva della denatalità e permettere alle donne di lavorare e almeno arrivare a toccare, forse, il famigerato tetto di cristallo si deve garantire a tutte le famiglie un adeguato servizio scolastico ed educativo che rappresenta anche la chiave per una vera ripartenza della società.

    L’Italia si rimette in movimento a partire da scuola e ricerca per proiettarsi nel futuro. L’occasione di rinnovamento offerta dal Pnrr è irripetibile e non è un caso se la prima cabina di regia, convocata dal premier Mario Draghi, si è concentrata sugli investimenti nel settore dell’educazione e della ricerca scientifica che in questo momento è illuminata dallo straordinario goal del fisico Giorgio Parisi, fresco di Nobel. Scuola e Università soffrono da anni tagli e ridimensionamenti e arrancano rispetto alla maggioranza degli altri paesi Ue. Draghi conferma che «la determinazione del governo è quella di colmare questo divario per quanto possibile». Gli studenti italiani finiscono sempre in fondo alle classifiche internazionali per gli scarsi risultati così come sono lontanissime dai primi posti nei Ranking globali le nostre università, che anno dopo anno perdono prestigio ma nonostante tutto poi partoriscono premi Nobel perché non manca la qualità degli scienziati ma una rete solida dentro la quale operare. I finanziamenti per un vero rilancio del sistema educativo e della ricerca ci sono ma ora viene la parte più difficile: spenderli bene visto che il rispetto degli impegni presi con la Ue è determinante per l’assegnazione dei fondi

    Per la Scuola ci sono 17,59 miliardi ed è il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, a spiegare come saranno distribuiti per finanziare le riforme e rinnovare strutture obsolete talvolta fatiscenti. «Entro novembre siamo pronti a fare bandi per 5 miliardi: 3 miliardi per asili e infanzia, 400 milioni per le mense, 300 milioni per le palestre, 800 milioni per nuove scuole e 500 per la ristrutturazione degli istituti e la messa in sicurezza».

    Ripensare agli spazi non soltanto per questioni di sicurezza ma nell’ottica di un radicale rinnovamento dell’insegnamento: «Sugli investimenti abbiamo due ambiti, uno riguarda gli ambienti per la nuova didattica che dovrà essere molto più partecipata e laboratoriale, previsti 13 miliardi di investimento, per i contenuti della didattica i miliardi sono 5,4». Cruciale il potenziamento degli asili nido: l’obiettivo è creare 228mila nuovi posti per bimbi da 0 a 6 anni.

    In cantiere anche sei riforme a partire da quella degli istituti tecnico professionali che punta al rafforzamento della capacità di innovazione promosso dal Piano nazionale Industria 4.0. Poi quella sull’orientamento che per Bianchi deve partire già dalla scuola media e le riforme attese da anni: reclutamento degli insegnanti e riorganizzazione del sistema scolastico. Per il rinnovamento del meccanismo degli Atenei si punta alla riforma delle classi di laurea e dell’accesso alla professione per le lauree abilitanti.

    Gli investimenti per la Ricerca annunciati dal ministro per l’Università Maria Cristina Messa, ammontano a sei miliardi e cinque, spiega il ministro «devono andare a bando entro la fine di quest’anno. Prevedono circa 60 progetti che passeranno questa fase di valutazione». Nella scelta dei centri di ricerca «ci sarà terzietà e trasparenza», ha precisato Draghi e ci sarà una particolare attenzione al rispetto della parità di genere. Le misure a bando saranno riservate per il 40% a ricercatrici donne.


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