A Venezia 78 Ezio Bosso, il suo mondo e la sua musica

Set 6, 2021

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    Alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia oggi è il giorno di EZIO BOSSO. LE COSE CHE RESTANO, il ritratto del musicista realizzato da Giorgio Verdelli, presentato fuori concorso.

    Compositore, pianista, direttore d’orchestra, affamato di musica come lo era della vita: Ezio Bosso è scomparso troppo presto. Il 13 settembre, nel giorno in cui avrebbe compiuto 50 anni, a Torino sua città natale, ci sarà la premiere di un documentario su di lui che oggi passa Fuori Concorso a Venezia 78, un film commovente, toccante con una musica meravigliosa, la sua. “E’ stata una sfida difficile, dal punto di vista tecnico ma soprattutto emotivo – racconta all’ANSA il regista Giorgio Verdelli che lo scorso anno aveva portato alla Mostra del cinema ‘Paolo Conte, Via con me’ -: è stato fatto un lavoro da detective per scovare le centinaia di tracce lasciate da Bosso, un artista che ha fatto cose diverse, in situazioni anche fisicamente diverse, prima e durante la malattia, un artista che ha vissuto tante vite e tutte sempre in un’unica direzione: la musica”.

    Ezio Bosso. Le cose che restano, 104 minuti in cui l’arte di questo musicista, scomparso il 14 maggio 2020 a 48 anni per l’aggravarsi della malattia neurodegenerativa da cui era affetto dal 2011, si ascolta nella sua completezza di sinfonie, composizioni, colonne sonore come quella per Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, oltre alle testimonianze di tanti amici, familiari, collaboratori ma anche tante sue interviste che sembrano oggi, a posteriori, un flusso di coscienza. Ci sono gli inizi, il contrabbasso, il jazz, il teatro, poi il pianoforte adorato e le orchestre dirette, inclusa poi la fase popolare quella in cui tutti hanno conosciuto Bosso legata alla partecipazione nel 2016 al festival di Sanremo, con la sua lezione di musica e vita indimenticabile.   Un film motivazionale? “Senza dubbio. E’ proprio questa – prosegue Verdelli – la potenza del documentario. In ogni cosa che abbiamo scovato, documentato, c’è sempre questo messaggio: la musica soprattutto, nonostante tutto, la perseveranza, la tenacia, il talento esercitato ad ogni costo. Spero sia di riferimento per i giovani, quelli che vogliono lavorare nella musica ma in generale per tutti. La storia di Bosso ne è un esempio”. Il film, prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film con Rai Cinema, uscirà nelle sale con Nexo Digital solo il 4,5,6 ottobre. 

       


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