Addestramento cani da caccia in zona rossa; la Lega sollecita la Regione. Pompignoli – Farneti: “attività indispensabile per il benessere animale”

 

Valle Savio, 26 marzo. L’appello a consentire gli spostamenti tra Comuni per la ripresa delle attività di addestramento cani, così come già avviene nella Regione Marche, parte questa volta dalla Vallata del Savio, tramite una nota congiunta del consigliere regionale Massimiliano Pompignoli, più volte intervenuto sul tema, e Ombretta Farneti, consigliera di opposizione del Comune di Mercato Saraceno.

“Per prima cosa” – sottolineano – “chiediamo all’Ass.re regionale Mammi di sollecitare il legislatore nazionale rispetto alla richiesta di chiarimenti giuridici sulla possibilità di garantire il libero spostamento da un Comune all’altro per l’attività di addestramento cani. La Regione Marche, rientrante come l’Emilia Romagna in zona rossa, ha concesso, tramite l’adozione di una propria ordinanza, gli spostamenti dei cacciatori fuori dal Comune di residenza per l’esercizio di questa attività. Non si comprende, dunque, l’ostinazione del capoluogo bolognese a impedirne lo svolgimento in condizioni di rispetto della normativa covid e all’interno di aree prestabilite. C’è poi un altro aspetto che si tende a trascurare e che invece rappresenta il tratto più sensibile di tutta la vicenda. Un cane da caccia è ‘naturalmente’ predisposto e abituato a sottoporsi a sedute di allenamento. Fin da piccoli, i cuccioli vengono addestrati per accompagnare i propri padroni nell’esercizio dell’attività venatoria e nei programmi di monitoraggio della fauna selvatica. La sospensione improvvisa e protratta nel tempo dell’attività di addestramento non può che comprometterne lo stato di salute rischiando di far emergere, negli animali, pericolose disfunzioni.”

“Non può esserci il benessere animale di serie A e quello di serie B” – concludono i due esponenti della Lega – “dai banchi della sinistra si sente sempre più spesso parlare di tutela degli animali e rispetto della normativa vigente. Giustissimo, ma non dovrebbero esserci pregiudizi nell’approccio della politica e delle Istituzioni a questo tema. In caso contrario, la prima vittima è proprio l’animale”.