• Addio a Vialli: il dolore di Mancini: ‘Perdo un fratello, sognavo il miracolo’

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    “E’ una grande perdita, per me, per la sua famiglia prima di tutto e per tutto il calcio italiano. Perdo un fratello, speravo in un miracolo“. Roberto Mancini esprime il suo dolore il giorno dopo la morte del suo ‘gemello’ Vialli in una intervista realizzata e diffusa dalla Figc. “Ci siamo visti, abbiamo parlato, scherzato, lui era sempre di buon umore e questo un po’ mi risolleva – racconta il ct azzurro -. Il nostro rapporto è stato di grande rispetto, amore, amicizia. Luca era gioia e va ricordato così”.

    Da “leggenda a Re Leone”, il mondo, soprattutto quello oltremanica, omaggia Gianluca Vialli. La stampa inglese in particolare ricorda commossa l’allenatore e giocatore del Chelsea, morto ieri a Londra all’età di 58 anni. A Londra dove l’ex attaccante di Cremonese, Sampdoria, Juventus aveva la residenza e dove lo hanno ricordato come una figura indimenticabile per la Premier.

    A partire dal Sun che dedica l’apertura alla “morte di una leggenda” con una carrellata di fotografie e messaggi delle squadre che ha allenato e in cui ha giocato, mentre il Mirror lo descrive come ‘il Re Leone del Chelsea’. Anche Il Times saluta “L’energico attaccante dell’Italia e del Chelsea che sostitui’ Ruud Gullit come manager a Stamford Bridge e guidò il club a cinque trofei. Gianluca Vialli e’ stato uno dei migliori attaccanti d’Europa e ha contribuito alla vittoria di Euro 2020 a Wembley”.

    E’ morto Gianluca Vialli

        Per il Daily Mail “se volessimo riassumere la carriera di Vialli potremmo farlo con quell’abbraccio commovente dopo la vittoria nella finale dell’Europeo 2021 – in quell’abbraccio con Roberto Mancini c’era l’amore e l’amicizia tra due fratelli di madri diverse che hanno vissuto una fetta enorme della loro vita insieme. Gianluca – uno dei pochi uomini a ricoprire il ruolo di giocatore-allenatore in un top club durante il suo periodo con il Chelsea – avrebbe potuto essere un uomo pungente e snob, ma era pieno di cuore ed emozione”.
        A sua volta il Guardian ricorda che “Vialli, che ha giocato per il Chelsea durante una carriera stellare prima di diventare l’allenatore del club, ha conquistato i cuori di tutti”. 

     “Gianluca è stato per me come un figlio, ovviamente senza nulla togliere alla sua mamma che in questo momento tanto sta soffrendo”: a dirlo all’ANSA è Marianna Puolo, la madre del commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, ricordando Vialli, scomparso ieri all’età di 58 anni. “Tutti sanno del forte legame che ha sempre unito mio figlio a Gianluca, il dolore che abbiamo dentro è immenso e non oso immaginare quello che stanno provando i suoi familiari”, aggiunge Marianna. “Gianluca l’abbiamo seguito assieme a Roberto dai tempi della Sampdoria, l’abbiamo visto praticamente crescere, in questo momento è anche difficile trovare le parole”, racconta ancora la mamma di Mancini. “Siamo tutti addolorati, è davvero un momento difficile. Mio figlio in poco tempo ha perso Gianluca, Sinisa (Mihajlovic, ndr) e un caro amico d’infanzia”, conclude Marianna. Ieri, appena appresa la notizia della scomparsa di Vialli, anche Stefania Mancini, la sorella del ct, aveva salutato Gianluca con un post su Facebook: “Addio grande Uomo e Campione ci mancherai”.

    “In questi momenti non sono molto a mio agio a parlare, specie di Luca che insieme a Roberto Baggio è stato indubbiamente l’esempio più importante che ho avuto da diciottenne al mio arrivo alla Juventus”. E’ il toccante ricordo di Alessandro Del Piero che ha voluto omaggiare Gianluca Vialli durante la trasmissione su Sky ‘Calciomercato – L’originale’. “Era una Juve ricca di tanti giocatori – dice Del Piero – con tanti campioni, ma loro due, che arrivavano dalla vittoria della Coppa Uefa, e per quello che rappresentavano in nazionale e per gli attaccanti in generale, erano il numero nove e il numero dieci per eccellenza”. Poi aggiunge: “Sono stati enormi per me, Luca nello specifico è diventato il mio capitano ed è così che voglio ricordarlo, è così che lo chiamavo sempre, anche ultimamente. Lo è stato in campo e fuori dal campo. Lo è stato la prima volta, quando ero aggregato alla prima squadra e lui mi ha invitato a mangiare con tutti a Torino. Luca aveva una voce rassicurante, decisa, un personaggio che ispirava non solo fiducia ma anche carisma, determinazione, la voglia di mettere il petto in fuori e affrontare qualsiasi tipo di sfida, indipendentemente dal fatto che potesse sembrare insuperabile”.

       


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