Aiea, esplosioni Zaporizhzhia vicino reattori, ‘metri, non km’

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Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Grossi ha affermato di aver avuto consultazioni con i leader mondiali sui bombardamenti alla centrale nucleare di Zaporizhzhia per arrivare a una zona di protezione e sicurezza dell’impianto, si legge sul sito dell’organismo dell’Onu. Il team di esperti dell’Aiea prevede di condurre oggi una valutazione dell’impatto dei bombardamenti degli ultimi due giorni sul sito. Secondo quanto scrive lo stesso Grossi, alcune delle esplosioni nei bombardamenti di due giorni fa e di ieri nell’area dell’impianto nucleare più grande d’Europa sono avvenute molto vicino ai reattori: “Anche se non c’è stato un impatto diretto sui principali sistemi di sicurezza nucleare dell’impianto, i bombardamenti si sono avvicinati pericolosamente ad essi. Stiamo parlando di metri, non di chilometri”, ha detto Grossi, sottolineando che le esplosioni sono state tra le più intense degli ultimi mesi.

Secondo l’Ucraina, “il bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia è la tattica russa per interrompere le forniture di energia agli ucraini, gli attacchi durante il fine settimana equivalgono a una campagna genocida per privare i cittadini dell’elettricità e far congelare gli ucraini fino a che muoiono”. Lo ha dichiarato il consigliere del Ministero della Difesa ucraino Yuriy Sak al programma Today di Bbc Radio 4. “Poichè i russi non stanno ottenendo nulla sul campo di battaglia, stanno cercando disperatamente un modo per ottenere quella che chiamano una pausa operativa. Ma da parte nostra non ci sarà alcuna pausa”, ha detto Sak.

La Russia propone invece una sua versione dei fatti e chiede “a tutti i Paesi di usare la loro influenza” per convincere “l’esercito ucraino a smettere di bombardare la centrale nucleare di Zaporizhzhia”, come ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov citato dalle agenzie russe. Secondo quanto afferma il ministero della Difesa di Mosca, le forze ucraine avrebbero ripreso i bombardamenti sulla centrale, controllata e gestita dai russi, dopo una tregua di due mesi, e tra sabato e domenica hanno colpito l’impianto con 25 proiettili di artiglieria. Uno di questi si sarebbe abbattuto sul tetto dell’Edificio speciale numero 2, dove è stoccato combustibile nucleare. Nell’area, tuttavia, la radioattività rimane a livelli normali.


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