Al pranzo de “L’Ulivo” spuntano pure Fico e Di Maio

Ott 7, 2021

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    Che il MoVimento 5 Stelle sia alla ricerca perenne della sua identità non è più una notizia, ma ora il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ed il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico sembrano persino disposti ad una riedizione de L’Ulivo al fianco di tanti ex avversari politici. L’idea circola nell’aria, in specie dopo i risultati delle elezioni amministrative che hanno visto un Partito Democatico in grado di giocarsela da solo o quasi. Nessuno ha troppa voglia di mettere i bastoni tra le ruote al perno della coalizione. I grillini, soprattutto, hanno subito un ridimensionamento pesante, nonostante il nuovo corso impostato da Giuseppe Conte, che ha fatto registrare, al primo appuntamento elettorale affrontato da leader politico, un clamoroso flop.

    Il principale promotore della revisione della formula può essere l’ex ministro Pier Luigi Bersani. Proprio i settant’anni dell’ex segretario del Pd – come ripercorso da La Stampa – sono stati l’occasione per una reunion informale di tutto l’establishment del centrosinistra italiano. Tutto, compreso il duo composto da Luigi Di Maio e Roberto Fico, “facce nuove”, per così dire, di una serata che ha richiamato l’unità ricercata durante i governi presieduti da Romano Prodi.

    Assente giustificato Giuseppe Conte, che è impegnato nel tour della “semina”. Quello che però ha dato pochissimi frutti al primo turno delle amministrative. Per il resto, c’erano tutti: dagli ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema a Romano Prodi, passando per Dario Franceschini e Walter Veltroni. E poi Enrico Letta, Nicola Zingaretti e Lorenzo Guerini. All’ala sinistra, per così dire, il ministro Roberto Speranza ed altri esponenti nazionali che incarnano un’identità che è andata un po’ dispersa durante l’ultima legislatura. Se non è una seconda “gioiosa macchina da guerra”, è almeno una foto di gruppo con un ramoscello d’ulivo tra le mani. Con la legge elettorale attuale, del resto, servono aggregazioni estese, mentre i distinguo ideologici tendono a divenire inessenziali.

    Così, gli ex antisistemici grillini, finiscono al tavolo dei tanto stigmatizzati leader di centrosinistra. “A 70 anni – ha detto il festeggiato nel corso della serata – si è liberi di dire quello che si pensa e di fare quello che si vuole: per me è cercare una sinistra di governo, sono contento di continuare a provarci in questa compagnia”. Poi è arrivato un richiamo ad “osare di più”, magari verso la ricomposizione di un quadro che proprio la comparsa del MoVimento 5 Stelle ha contribuito a disperdere in più rivoli, con la messa in discussione del primato gerarchico dei Dem nel campo progressista. Sempre che progressismo e pentastellati possano essere associati, considerata la liquidità della piattaforma grillina ed il conseguente trasformismo.

    Il tutto può essere interpretato pure alla luce di una seconda strategia: e se Di Maio e Fico, invece, stessero cercando una formula diversa da quella del contismo? Non ambasciatori del pensiero di Giuseppe Conte, ma centravanti all’avanscoperta per comprendere se attorno ai tavoli del centrosinistra esista una via di salvezza diversa da quella ipotizzata dall’avvocato originario di Volturara Appula. Sono due ipotesi diverse ma simili. La necessità, in ogni caso, nasce dalla crisi di un partito in drastico calo. Stando a quanto ripercorso da Repubblica, Di Maio ha persino parlato di “casa comune” con il Partito Democratico. Un “Ulivo 2.0”, appunto, con tanti saluti, magari, alle velleità personalistiche di Giuseppe Conte.


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