“Al tavolo dei leader non si parla di Colle. Ecco le nostre ricette per la manovra”

Nov 18, 2021

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    Concentrato sulla definizione della legge di Bilancio, Antonio Tajani tira dritto ed evita polemiche su cose di là da venire. Come la questione della scelta del prossimo inquilino del Quirinale. Le chiacchiere sul toto-nomine, lasciano il tempo che trovano. «Meglio parlare di tasse e di lavoro. Temi ben più urgenti per gli italiani. Soprattutto in un momento in cui la crisi economica si intreccia pericolosamente con la crisi sanitaria. Noi abbiamo sempre detto che al tavolo dei leader l’unico argomento da affrontare sarebbe stato (e sarà) la legge di Bilancio. E basta. Altri argomenti non erano previsti e non sono in agenda».

    Parliamo allora di legge di Bilancio. Forza Italia ha presentato una sua idea di manovra. Come la descriverebbe?

    «Una medicina salutare per l’economia e contro il virus. E l’ingrediente essenziale è una riduzione del carico fiscale».

    Il governo ha messo a disposizione otto miliardi per la riduzione del cuneo fiscale.

    «È una buona cosa. Crediamo, però, che questa cifra vada aumentata».

    Siamo in piena crisi sanitaria e le risorse dello Stato non sono molte.

    «Su questo non ci son dubbi. Noi pensiamo, infatti, che ulteriori risorse si possano trovare nella riduzione della voce dedicata al Reddito di cittadinanza».

    Visto che si tratta di un governo di unità nazionale con i 5Stelle sembra difficile rinunciare a questo strumento.

    «Non ci piace. E lo vorremmo sostituire con un reddito di dignità da dare soltanto alle persone che non possono lavorare».

    E per gli altri?

    «La nostra politica del lavoro si intreccia proprio con la riforma fiscale. Noi non vogliamo abbattere l’Irap per piccole e medie imprese per favorire qualcuno, come pensano i sindacati. Bensì per favorire la crescita d’impresa e gli investimenti. Solo così si creano nuovi posti di lavoro».

    Leggendo il vostro piano di manovra si nota che la casa resta uno dei capisaldi della politica azzurra.

    «I bonus per l’edilizia hanno funzionato. I cantieri sono ripartiti. Ai vari bonus, che speriamo vengano riconfermati, ne proponiamo uno nuovo. Un bonus per impianti sportivi. E non soltanto per rifare il look degli spogliatoi. Serve una vera politica dello sport sul quale da tempo lo Stato è carente. Lo sport come attività motoria. Dobbiamo aiutare i gestori a rinnovare gli impianti e ad ampliarli là dove possibile. Lo sport è uno straordinario strumento di prevenzione sanitaria e di coesione sociale».

    Avete trovato punti in comune con le altre forze di governo su cui convergere?

    «Nel recente confronto con la Lega abbiamo convenuto che parte essenziale del rilancio del Paese deve passare per l’abolizione dell’Irap e dell’aiuto delle partite Iva. Stiamo aspettando, poi, che i Cinquestelle, accettino di discutere della riforma del reddito di cittadinanza».

    Oltre la manovra, c’è anche il capitolo delle riforme.

    «Per noi è altrettanto importante. Anzi. Per certi aspetti la riforma del fisco, della burocrazia e della giustizia possono risultare anche più importanti dello stesso Pnrr. Basti pensare che nelle banche giacciono inutilizzati oltre 1800 miliardi. Gli investitori aspettano di avere una giustizia più efficace, un fisco meno sanguisuga e una burocrazia più snella e veloce per poter investire i capitali con maggior serenità. Ecco perché riteniamo le riforme un momento fondamentale per il prosieguo di questa esperienza di governo».

    Non tutte le forze che compongono questa maggioranza di unità nazionale sembrano entusiaste di partecipare al tavolo per discutere la legge di bilancio.

    «Tocca al governo decidere quando convocarlo. Noi abbiamo dato la nostra disponibilità. Mi sembra che i Cinquestelle siano poco convinti. Noi siamo sempre pronti a discutere con tutte le forze di governo per risolvere le questioni concrete. Abbiamo le nostre proposte, le abbiamo messe sul tavolo. Se gli altri poi non sono disponibili è un altro discorso».


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