“Alla giovanile comunista…”, “Sbagliavi corteo”. Calenda-Cuperlo, scontro totale

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Sulla pace in Ucraina nel centrosinistra si fanno la guerra. E se gli esteri sono motivo di discussione, le beghe interne a quell’area politica lo sono ancora di più. La liti tra Pd e terzo polo sono ormai un format ben condificato, destinato a offrire alla platea sempre nuove e avvincenti puntate. La più recente è andata in scena ieri sera a Piazzapulita, su La7, dove Gianni Cuperlo e Carlo Calenda si sono bastonati a vicenda su un ampio spettro di argomenti sui quali progressisti e riformisti sono da tempo in conflitto. Tra frecciatine, stoccate e rivendicazioni, lo show si è rivelato quasi una forma di intrattenimento (per gli amanti del genere, chiaro).

Cupelo-Calenda, scontro sulla pace in Ucraina

Dapprima Cuperlo e Calenda si sono punzecchiati sulle due piazze (terzo polo a Milano e Pd-5s a Roma) che lo scorso weekend si sono riunite per chiedere la pace in Ucraina. Pace sì, ma da prospettive diametralmente opposte. “Definire quella piazza filoputiniana solo perché alcune posizioni sono diverse è un errore“, ha attaccato il deputato dem, rivolgendosi al leader di Azione. E quest’ultimo: “Ma io non l’ho detto…“. Poi, avanti con le punzecchiature reciproche pure con qualche spassoso amarcord tutto di sinistra. “Quando da giovane andavo alle manifestazioni della federazione giovanile comunista era molto divertente, perché si parlava di pace ma mai che ci fosse uno slogan per il ritiro dei russi in Afghanistan. Era tutto un ‘fuori l’Italia dalla Nato’… La stessa chiave anti-occidentale c’era anche stavolta“, ha incalzato Calenda. Pronta la replica dell’esponente dem: “Eri un iscritto disattento, secondo me sbagliavi corteo anche allora“.

Il duello sulle regionali lombarde

Poi il duello è passato alle più modeste (ma non meno accese) liti sulla candidatura di Letizia Moratti con il terzo polo in Lombardia e sul mancato appoggio da parte del Pd. Il tema ha innescato un botta e risposta serrato, sintomo di rapporti tutt’altro che tranquilli tra le forze politiche di centrosinistra. “Avete la legittimità di candidare chi volete, ma non potete chiedere al Pd di votare un candidato della destra: non è ragionevole né comprensibile“, ha attaccato Cuperlo su La7. E ancora: “Io ho partecipato all’assemblea regionale lombarda del Pd e la discussione è stata chiarissima. Non ce l’ha nessuno con la Moratti, semplicemente ritengono che la Moratti è una donna la cui biografia storicamente si è collocata nel campo del centrodestra e ha condiviso quei valori…“.

L’intemerata di Cuperlo ha acceso le polveri. “Tu sei legittimato ad accoglierla nelle tue fila, ma non puoi pretendere che un partito della sinistra si sieda al tavolo accetti questa candidatura“, aveva appena ribadito il parlamentare Pd. E Calenda di getto: “Metà delle persone vostre hanno detto di farlo”. Vicino al ko tecnico, l’esponente dem ha tentato però di rialzare la testa: “Sì, ma l’hanno detto esponenti del Pd non lombardi“. L’alterco a quel punto è divampato ulteriormente, con il segretario di Azione che ha tentato di mettere all’angolo l’interlocutore. “Come è che Letizia Moratti, che avrà fatto i suoi errori, è così difficile da accettare mentre è stato così semplice passare al governo con quello che bloccava le Ong?“, ha detto Calenda, alludendo a Salvini.

“Chiedi al tuo alleato…”

Non tutti erano convinti di quella scelta, erano le condizioni che ci portavano ad aderire a quella maggioranza. Non sceglievamo noi sulla carta una candidatura. Per evitare cosa? Chiedilo al tuo alleato…“, ha risposto Cuperlo, rifacciando all’interlocutore alcune vecchie mosse di Matteo Renzi. Aria frizzantina tra terzo polo e Pd. E pensare che la campagna elettorale per le regionali non è ancora iniziata davvero.


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