Allarme dei sindacati, in Tim si rischiano migliaia di esuberi

Nov 20, 2021

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    “Le notizie stampa di oggi su Tim non lasciano più spazio a qualsiasi ulteriore dilazione. Si va profilando l’ennesimo affossamento dell’ex monopolista.
        Un’azienda che aveva basato il proprio piano di rilancio industriale su un progetto infrastrutturale condiviso dal Governo vede ora rimesso tutto in discussione per il repentino e ad oggi tutt’altro che chiaro cambio di impostazione dell’Esecutivo. C’è in gioco la tenuta occupazionale di Tim con il rischio di migliaia di esuberi e la tenuta di tutto il settore Tlc”. Lo scrivono i sindacati al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, chiedendo un incontro urgente.
        Per le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil “è semplicemente inammissibile che Ella abbia ignorato ad oggi le nostre richieste di riconvocazione del tavolo che aprimmo al Mise lo scorso maggio. Di fronte all’oggettivo precipitare della situazione – si legge nella richiesta di convocazione – Le richiediamo per l’ennesima volta un incontro “ad horas””.
        In caso di “ulteriore incomprensibile silenzio metteremo in campo in tempi brevissimi le mobilitazioni che riterremo più opportune. Ora il tempo è veramente scaduto”. 

    11 consiglieri contro Gubitosi, cda sui vertici – Il presidente di Tim, Salvatore Rossi, ha convocato un cda del gruppo telefonico per venerdì 26 novembre dopo che undici consiglieri hanno firmato “una lettera dai toni aspri, dove si parla di sfiducia e preoccupazione” chiedendo “con urgenza” un cda straordinario “per discutere di governance e dello stato di deterioramento dei conti aziendali”. Lo scrive La Repubblica mentre l’azienda non commenta. Oltre agli 11 consiglieri, anche il collegio sindacale avrebbe scritto “una lettera separata al presidente esprimendo preoccupazione per l’andamento dei conti”. La lettera a Rossi è stata firmata da tutti i consiglieri ad eccezione dello stesso Rossi, di Gubitosi, dell’indipendente Paola Bonomi e del presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini che, scrive ancora Repubblica, “non sarebbe in disaccordo con il contenuto ma non avrebbe voluto esporsi prima del piano di Cdp atteso per giovedì 25”, vigilia del Cda di Tim. “A questo punto Gubitosi pare rimasto solo e senza il supporto della maggioranza del cda”, sottolinea Repubblica, ricordando il taglio del rating da parte di S&P che segue due profit warning in 4 mesi, dopo che l’investimento nel calcio con Dazn non ha dato i frutti sperati.
       


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