Alto Adige verso la zona gialla per i Corona party. La Procura apre un’inchiesta e lo sci è a rischio

Nov 22, 2021

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    L’Alto Adige nei prossimi giorni potrebbe diventare il primo territorio italiano (o il secondo dopo il Friuli-Venezia giulia) a entrare in «zona gialla» e i Corona party potrebbero aver giocato la loro parte. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher e l’assessore alla sanità Thomas Widmann hanno inviato una bozza al governo, con una «nuova zona gialla» sul modello 2G, che darebbe cioè possibilità di mobilità solo a vaccinati (geimpft) e guariti nei sei mesi (genesen). Il tampone resterà valido solo per recarsi sul posto di lavoro. In provincia di Bolzano in queste ultime settimane sempre più persone si stanno sottoponendo alla prima inoculazione del vaccino contro il Covid ma resta sempre molto forte il blocco dei No Vax.

    All’origine delle nuove restrizioni ci sono i contagi sempre in aumento, le ospedalizzazioni che crescono giorno dopo giorno e la percentuale di immunizzazioni che resta bassa. Ieri l’azienda sanitaria ha registrato 277 nuovi casi di su 1.570 tamponi molecolari esaminati. Una persona è deceduta per un dato complessivo che sale a 1.227 vittime da inizio pandemia. I pazienti Covid ricoverati negli ospedali sono 87. I pazienti postacuti ricoverati nelle strutture private convenzionate sono 59.

    Ma a giocare una parte non secondaria nell’espansione della pandemia ci sono anche i Corona party, sui quali sono puntati gli occhi degli inquirenti dopo le minacce di morte a una consigliera provinciale di lingua tedesca della Suedtiroler Volkspartei. La procura di Bolzano ha avviato un’inchiesta. I Corona party sono feste private con partecipanti – quasi tutti giovani – che hanno l’obiettivo di infettarsi perché tra gli «invitati» c’è almeno un positivo. La pericolosa «usanza» è diffusa sul territorio altoatesino dove tra il gruppo linguistico tedesco è radicata la contrarietà a tutte le vaccinazioni. Per il momento le feste hanno causato il ricovero di tre persone e due di esse sono tra gli otto ricoverati in terapia intensiva.

    Se la situazione sanitaria peggiorasse, a pagarne le spese sarebbe soprattutto l’economia locale legata alla stagione sciistica. Un problema che anche la Francia si sta ponendo. A causa del numero crescente di sondaggi anche Parigi pensa a una stretta sulle piste da sci. Secondo il portavoce del governo, Gabriel Attal, il pass sanitario «sarà probabilmente necessario» alla base degli impianti di risalita nel Paese. Il portavoce ha rivelato, in un’intervista su CNews, che un accordo sarebbe stato raggiunto con i responsabili degli impianti sciistici per un controllo agli impianti di risalita. Il tasso di incidenza nel Paese ha ormai raggiunto quasi quota 200 contagi per 100 mila abitanti. «Considerato questo aumento – ha detto Attal – dobbiamo attenderci che questo prezioso strumento sia richiesto nell’inverno anche per poter sciare». «C’è un aumento molto forte dei contagi – ha detto il portavoce – ma sappiamo anche che in Francia abbiamo una copertura vaccinale molto ampia e sembra che siamo più avanti dei nostri vicini per quanto riguarda i booster». Circostanza che non riguarda invece l’Alto Adige, dove il tasso di vaccinazione è fra i più bassi del nostro Paese e la resistenza al vaccino resta diffusa, con le conseguenze a cui assistiamo in questi giorni.


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