Amy Adams, la mia Giselle da favola è cresciuta

Condividi l'articolo

Trovare l”E vissero felici e contenti’ nella vita reale si dimostra molto più difficile del previsto per Giselle, l’ingenua ed ottimista protagonista da favola che abbandona il magico mondo di Andalasia per New York (e l’amore), in Come d’incanto di Kevin Lima, il musical/comedy/fantasy della Disney di 15 anni fa diventato cult. Un racconto che viene aggiornato e corretto, sempre mantenendo un alto tasso di canzoni (tornano come autori delle musiche i pluripremi Oscar Alan Menken e Stephen Schwartz), nel sequel Come per disincanto – E vissero felici e scontenti di Adam Shankman, in arrivo su Disney+ dal 18 novembre.

Un ritorno nel quale si preme il pedale sull’ironia e tornano fra i cointerpreti Patrick Dempsey, Idina Menzel e James Marsden, insieme a new entry come Maya Rudolph, Gabriella Baldacchino, Yvette Nicole Brown e Jayma Mays. Un seguito cui pensava da anni Amy Adams (qui anche coproduttrice) per la quale Come d’incanto è stato uno dei primi grandi successi globali: “Quel film è stato molto importante all’inizio della mia carriera – spiega l’attrice nella conferenza stampa internazionale in streaming -. Questo film ha significato così tanto per me e in così tanti modi. Sono molto grata per aver avuto la possibilità di tornare a rivisitare Giselle a questo punto della mia vita. E’ come se non mi avesse mai lasciato”.

Ritroviamo così, dopo più di dieci anni, la figura sognante alla fine del primo film, sempre ottimista, sposata all’amore incontrato in Come d’incanto, Robert (Dempsey), da cui ha avuto una bambina, Sophia, ma un po’ più provata dalla vita quotidiana nella metropoli e dal confronto non sempre facile con l’ormai adolescente Morgan (Baldacchino), che Robert aveva avuto dalla prima moglie. Giselle, conquistata da un cartellone, convince il marito a trasferirsi tutti insieme nel pacifico e apparentemente idilliaco sobborgo di ‘Monroeville’ (location in Irlanda, ndr). Anche là però non mancano i problemi, dalla difficoltà di Morgan ad adattarsi alla depressione lavorativa di Robert, all’incontro con la dispotica ‘regina’ del vicinato, Malvina (Rudolph). Il desiderio di far vivere a tutti una vita da favola, finisce per diventare un pericoloso incantesimo, capace anche di rendere l’ingenua e generosa Giselle sempre più simile a una egomaniaca matrigna… Shankman, da sempre specializzato in film musicali, da I passi dell’amore – A Walk to Remember a Hairspray – Grasso è bello, è un grande fan del primo film e per questo sequel è partito dal rapporto madre-figlia fra Giselle e Morgan, “che ora è cresciuta e non crede più nella magia” spiega. Giselle “non riesce ad accettare il fatto che, qualunque cosa faccia, non può creare da sola un lieto fine”. Decide quindi “di usare la magia per portare tutti in una felicità da favola, ma non ha considerato le conseguenze dell’esprimere questo desiderio, capovolge il mondo intero e non fa che peggiorare le cose”.

Per Amy Adams, l’aspetto più interessante è stato tracciare un nuovo ritratto di Giselle per come è adesso: “Già nell’arco del primo film lei compie un’evoluzione. Qui la ritroviamo ancora più cambiata dopo 10 anni, ma era importante restasse sempre radicata alla verità dei suoi sentimenti, non volevamo perdesse quella gioia, ingenuità, innocenza e purezza che la rende così speciale”. Amy Adams è tornata a tutto quello che ha “amato di Giselle nel primo film, per rivoluzionarlo in questo nuovo capitolo”. L’attrice ricorda anche che 15 anni fa Come d’incanto era stato una sfida: “Avevo amato Giselle e credevo nel suo spirito, ma nessuno di noi sapeva come il film sarebbe stato accolto. Mi ricordo di essermi spaventata la prima volta che l’ho visto con un pubblico, a Londra. All’inizio la platea era molto silenziosa, poi le persone hanno iniziato a capire il senso del film, e dopo una delle canzoni, Happy Working Song, c’è stato un cambiamento nell’energia degli spettatori. In qualche modo hanno iniziato a fare quel viaggio con noi. Una sensazione davvero travolgente per me. Ho sentito che le persone comprendevano la purezza di Giselle, è stato un momento davvero meraviglioso”.


Fonte originale: Leggi ora la fonte