Anche i sindacati vanno in pressing: “Siero obbligatorio chiesto 6 mesi fa”

Nov 21, 2021

  • Condividi l'articolo

    Ormai l’ulteriore intervento sul green pass è sul tavolo di Palazzo Chigi. Una decisione potrebbe arrivare già nel consiglio dei ministri di giovedì. I ministri rigoristi, in testa Roberto Speranza, premono per introdurre un rafforzamento con ulteriori restrizioni solo per i non vaccinati. Sarebbe come imporre di fatto un obbligo vaccinale, ma senza farne una legge. Il quadro è complicato e per questo trapela la prudenza del premier Draghi nel valutare provvedimenti che introducano limitazioni invasive per libertà personali dei cittadini, come sarebbero del resto quelle ad hoc per i no vax.

    L’obbligo invece è la via su cui spingono le categorie, con Confindustria e sindacati. «Noi, sei mesi fa, avevamo posto il problema di aprire una discussione per andare verso un obbligo che possa essere discusso: vedo che qualcuno si sta svegliando con un po’ di ritardo e penso che l’obiettivo deve restare lo stesso in Italia e nel mondo», dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. «Continuiamo a chiedere di adottare una norma legislativa che sancisca l’obbligo alla vaccinazione per tutti – aggiunge il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra – Serve un’azione di assoluta responsabilità per fermare la ripartenza del contagio ed evitare nuove fasi di lockdown che porteranno inevitabilmente a un rallentamento dell’economia ed a un sacrificio del popolo del lavoro. Dobbiamo valutare questa necessità». Già il presidente degli Industriali Carlo Bonomi, dopo le istanze provenienti dalle aziende ai governatori del nord, aveva invitato ad avere il «coraggio di una riflessione» sulla strada dell’obbligo vaccinale, «l’unica cosa che ci può mettere davvero al sicuro». Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ribadito quella che per ora – in attesa della cabina di regia che si riunirà tra domani e martedì – è l’unica certezza nella strategia dell’esecutivo per contenere i contagi, «accelerare la somministrazione della terza dose». Quanto all’obbligo, «dobbiamo seguire quello che ci dice la comunità scientifica», precisa il ministro. Frena invece la Lega, non solo col segretario Matteo Salvini, ma anche col ministro Giancarlo Giorgetti, lontani per sensibilità all’ipotesi di introdurre restrizioni ad hoc sui non vaccinati, e di eliminare i tamponi al fine di ottenere il green pass: «Stiamo tutti cercando di fare il nostro meglio, anche il governo, serve fiducia. Non bisogna alimentare sentimenti che dividono», ha detto ieri il ministro dello Sviluppo economico. Il sindaco di Milano Beppe Sala dalla Leopolda avverte che «l’obbligo vaccinale non è semplicissimo. Leggo di formule per mettere il green pass sempre più al centro delle cose che si possono fare e che non si possono fare, quello avrebbe molto più senso. Credo che l’obbligo sia una cosa non semplice, mentre estendere l’uso del green pass potrebbe avere un senso. É chiaro che se si estende l’uso del green pass non bisogna fare una cosa finta. Vedo che negli altri paesi si ipotizza il lockdown per chi non ha il green pass. Come lo concordi? Certamente è un tema delicato».

    Oltre ai governatori del Nord come quello della Liguria Giovanni Toti e a quello del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, anche i commercianti spingono per provvedimenti che mettano al riparo le attività da nuovi lockdown: «Abbiamo una priorità ed è quella di non richiudere. Abbiamo già dato e non possiamo ritornare indietro perché questo avrebbe un effetto devastante per noi e la nostra filiera. Per questo siamo favorevoli sia all’introduzione dell’obbligo vaccinale e anche al green pass rafforzato che va in questa direzione – dice Lino Enrico Stoppani, il presidente di Fipe Confcommercio – la situazione attuale è preoccupante in Europa ma anche in Italia dove stanno aumentando i contagi. Un rafforzamento delle misure come il green pass rafforzato permettono di ridurre la curva dei contagi».


    Fonte originale: Leggi ora la fonte