Antonio Monda, mia triade? Fellini, Chaplin, Ford

 Il film più bello di tutti? “Il Padrino”. I tre registi del cuore? “Federico Fellini, Chaplin e John Ford”. La pensa così Antonio Monda che su RayPlay ha inaugurato un nuovo programma in onda il giovedì dal titolo “I film della mia vita” omaggio al libro omonimo di François Truffaut del 1975 (pubblicato in Italia da Marsilio).
    Si tratta di un’antologia di 156 film di cui Monda, scrittore e docente al Film and Television Department della New York University, parlerà una volta a settimana, per tre minuti fino a un massimo di cinque, in maniera per niente accademica, ma anzi informale e divertita: “Cerco di essere ironico e leggero, come dice Robert Louis Stevenson quando parla di giocare con la stessa serietà di un bambino”.
    E ancora sullo stesso tema l’autore: “Lo stile sarà intimo, personale, a volte ironico: nulla di serioso, quindi, perché ho sempre creduto che il modo migliore per raggiungere la profondità sia la leggerezza. Spero di esserci riuscito.?L’unica regola che mi sono dato è un solo film per ogni regista. Ci saranno ovviamente molte mancanze, anche di film universalmente amati: si tratta di scelte volute”. “Attenzione – spiega all’ANSA Monda – il criterio della scelta, ci tengo a dirlo, è determinato, al di là del capolavoro e della qualità del film, da gusti personali che si legano strettamente alla mia vita. Un esempio su tutti: di Federico Fellini ho scelto un film come Le notti di Cabiria e non La dolce vita o Amarcord e l’ho fatto per motivi personali”.
    Da qui film di indubbia importanza artistica e culturale come La Terra, di Oleksandr Petrovy? Dovženko o Vita di O-Haru, donna galante, di Kenzji Mizoguchi e “altri che mi hanno segnato come ‘Stand by me’ di Rob Reiner o ‘Fantasmi a Roma’ di Antonio Pietrangeli”.
    E ancora sul fronte dei gusti personali, ci sono opere di culto come In the mood for love di Wong-Kar Wai o Tutto su mia madre di Pedro Almodovar a cui ho preferito “film secondo me di un’altra galassia, quali I sette samurai di Akira Kurosawa, Il Padrino di Francis Ford Coppola, o La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock. Solo per citare tre titoli presenti nella mia lista”.
    Tra le scelte per certi versi originali: ‘F come falso’ di Orson Welles o ‘Il Miracolo di Roberto Rossellini’ che hanno prevalso su ‘Quarto potere’ e ‘Paisà’, ma anche opere distanti dall’autore messe in lista proprio per la loro capacità di metterlo in discussione. È il caso de ‘L’Avventura’ di Michelangelo Antonioni e ‘Fino all’ultimo respiro’ di Jean Luc Godard. Monda, autore di una decalogia americana pubblicata da Mondadori, di cui si attende quest’anno l’ottavo romanzo e direttore artistico della Festa del cinema di Roma, non si sbilancia però sul futuro e sulla forma che prenderanno i festival post-Covid:”Come dice a Hollywood lo sceneggiatore Bo Goldman, nessuno sa niente, si può solo sperare”. (ANSA).
   


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