Appendino pronta a candidarsi. Ma ha una “spada di Damocle” su di sé

Lug 29, 2022

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L’ultima idea in casa M5S è quella di candidare Chiara Appendino. Sarebbe una delle poche figure note rimaste in quota 5 Stelle, visto che la decisione di tenere in vigore il vincolo del doppio mandato senza deroghe farà restare a casa quasi tutti i big del Movimento. Così i grillini rischiano di correre alle prossime elezioni politiche contando su candidati sconosciuti, con il timore di di ottenere ancora minore consensi. Ma proprio quella dell’ex sindaco di Torino è una carta che potrebbe mettere quantomeno una toppa.

La Appendino si candida?

Sono ridotti al lumicino i nomi assai conosciuti che si potranno spendere in occasione del ritorno alle urne. Nei vertici del Movimento 5 Stelle è spuntata proprio l’ipotesi Chiara Appendino, un volto noto per portare al mulino qualche consenso in più domenica 25 settembre: stando a quanto appreso dall’Adnkronos, fonti autorevoli riferiscono che la sua candidatura viene data ormai per assodata.

A quel punto – oltre all’ex sindaco di Torino – ci sarebbe Giuseppe Conte come personaggio più influente nella galassia pentastellata. E sullo sfondo resta sempre l’incognita Alessandro Di Battista, che dovrà decidere se rientrare o restare fuori dal M5S. A tutto ciò si aggiunge l’opzione Michele Santoro, verso cui Conte ha fatto registrare un’apertura: “Parleremo sicuramente anche con lui“.

I dubbi sul mandato

C’è però un dubbio che serpeggia tra i 5 Stelle in merito al mandato zero. A esprimere perplessità su questo fronte è stato il legale Lorenzo Borré, a capo delle battaglie giudiziarie contro il nuovo corso del Movimento: “Resta la spada di Damocle dell’interpretazione del codice etico che non risulta superata dalla consultazione del 2021 in cui passò il concetto di mandato zero per i consiglieri comunali“. Perciò bisognerà vedere se la Appendino potrà davvero contare su una eventuale candidatura da capolista nella sua Torino.

La condanna

Invece non dovrebbero esserci problemi per quanto riguarda la condanna ricevuta da Chiara Appendino a un anno e mezzo – con sospensione condizionale della pena – per i tragici fatti che si verificarono a piazza San Carlo. Il 3 giugno 2017, nel corso della proiezione della finale di Champions League tra Real Madrid e Juventus, persero la vita due persone e ne rimasero ferite oltre 1500.

Nel codice etico del M5S si legge che “costituisce condotta grave ed incompatibile con la candidatura ed il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce del Movimento 5 Stelle la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo“. Infatti per Borré in tal senso non c’è “nulla da eccepire“, visto che si tratta di un reato “colposo e non doloso e non passato in giudicato“.


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