Assalto alla Meloni per il blocco navale, ma il primo a farlo fu Romano Prodi

Ago 6, 2022

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La solita ipocrisia di sinistra, che oggi si indigna per la proposta di Giorgia Meloni di organizzare un blocco navale per frenare l’immigrazione illegale sulle coste italiane meridionale, probabilmente ha la memoria molto corta e ha scordato quanto fatto dal governo Prodi con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Su Twitter, la proposta di blocco navale avanzata da Giorgia Meloni è oggetto di feroci critiche, tanto che l’argomento è uno dei trend topic di giornata. Il buonismo spicciolo della sinistra, che non tiene conto dei problemi di un’immigrazione incontrollata per il tessuto sociale ed economico del nostro Paese, è la leva per insultare e attaccare Giorgia Meloni, il cui concetto di blocco navale non è una novità per il nostro Paese e per l’Unione europea.

Proposta di blocco navale europeo del 2017

Infatti, come la stessa Giorgia Meloni ha fatto notare, un progetto simile era già sul tavolo nel 2017, ben 5 anni fa, quando in Italia vigeva il governo di Paolo Gentiloni (Pd). “‘UE: blocco navale in Libia contro le morti in mare’. Questo il titolo scelto dall’Unità il 26 gennaio 2017 per sintetizzare le proposte della Commissione europea per ‘fermare i flussi migratori’. Il blocco navale europeo in accordo con le autorità del nord Africa che da anni propone Fratelli d’Italia altro non è che l’attuazione di quanto proposto dall’Unione europea già nel 2017“, ha scritto Giorgia Meloni su Facebook, spiegando in maniera molto semplice quello che da sinistra faticano a capire. E aggiunge: “Chi oggi blatera che ‘il blocco navale non si può fare perché è un atto di guerra’ dimostra la sua totale ignoranza sul tema immigrazione“.

Il blocco navale italiano del 1997

Tanto più che nel 1997 il governo di Romano Prodi attuò un vero e proprio blocco navale nell’Adriatico contro i flussi migratori dall’Albania. In cabina di regia sedevano: lo stesso Romano Prodi, il ministro degli Esteri Lamberto Dini e il ministro della difesa Beniamino Adreatta. Era il 19 marzo 1997 e l’Italia approvò il decreto per la regolamentazione dei respingimenti nel canale d’Otranto. In più, in quello stesso anno, l’Italia strinse un accordo con l’Albania per autorizzare le motovedette italiane ai pattugliamenti nelle acque territoriali albanesi. Ufficialmente, venne presentato come un pattugliamento per “invitare” i barconi a cambiare rotta, di fatto era un vero e proprio blocco navale strutturato con tre fasce di navi: la prima operava davanti alle coste albanesi, la seconda utilizzava le navi d’altura, la terza impiegava imbarcazioni adatte ad attuare i respingimenti per quelle imbarcazioni che riuscivano a bucare i precedenti schieramenti.


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