• “Assassino”, “Vattene a casa”. Di Maio contestato anche a Napoli

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    Un tempo era la sua gente; oggi gli riservano solo fischi e insulti. Il ritorno di Luigi Di Maio a Napoli non è stato esattamente indimenticabile. Dopo l’addio al Movimento 5 Stelle con tanto di scissione, il ministro degli Esteri ha fondato Impegno civico, soggetto politico destinato a scomparire ancor prima di nascere. Stabilmente sotto l’1 per cento, la creatura di Gigino non contribuirà nemmeno al risultato complessivo del suo schieramento, ovvero l’ammucchiata di sinistra guidata da Letta.

    L’addio al M5s però ha lasciato il segno. Le continue giravolte di Di Maio non sono piaciute ai suoi ex elettori e la contestazione di Napoli è l’ennesima conferma. “Vattene a casa, assassino, non ti vogliamo”, l’urlo della folla nei confronti del titolare della Farnesina, impegnato ad inaugurare il nuovo comitato elettorale partenopeo.

    Non sono mancate strette di mano e selfie, ma a fare notizia è il dissenso. Sono lontani i tempi dei bagni di folla a Napoli. “Nun te vulimm!”, il grido di una donna, in rigoroso dialetto. E ancora:“Sei un venduto”, in riferimento alla clamorosa rottura con Conte o magari all’alleanza con quello che fu il “partito di Bibbiano”. Incalzato dai cronisti presenti, Di Maio ha risposto così a gli chiedeva se quei manifestanti fossero ex amici grillini: “Non lo so, non ho mai avuto il piacere di conoscerli”.

    La trasformazione politica degli ultimi anni non ha giovato, questo è certo. Le reazioni ai comizi sono tiepide, come dimostrato da Napoli e il suo partito non farà la differenza alle elezioni. E il ministro ha iniziato a cercare qualche appiglio: “Non è stata una campagna semplice perché è iniziata in pieno agosto, quando gli italiani volevano un po’ di riposo e non le chiacchiere della politica. Purtroppo, durante l’estate, ci siamo trovati anche nel bel mezzo della più acuta crisi energetica”. La débâcle è imminente.


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