• Autonomia, flat tax, stop agli sbarchi: da Pontida Salvini lancia i 6 punti per cambiare l’Italia

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    Siamo la più grande manifestazione di popolo di questa campagna elettorale“. Così Matteo Salvini ha esordito nel suo intervento in occasione della 34esima edizione di Pontida, la più sentita liturgia della galassia leghista. L’ex ministro dell’Interno, rivolgendosi alle decine di migliaia di persone presenti sul pratone nelle valli della Bergamasca, ha punzecchiato i suoi avversari politici: “Alla faccia di chi non ne può avere così tanti. Qui c’è il grido di libertà“.

    L’appuntamento leghista si muove su sei punti principali “per cambiare la nostra grande Italia“: stop bollette, Autonomia regionale, flat tax al 15%, stop alla legge Forneso e sì a Quota 41, giustizia giusta e stop sbarchi. Le promesse sono state sottoscritte da ministri e governatori del partito, che hanno posto le loro firme su un cartellone gigante. “Questo è l’impegno per prendere per mano questo Paese. Questo è il sacro impegno della Lega a cambiare l’Italia“, ha aggiunto Salvini.

    L’Autonomia

    Non poteva non essere toccato il tema dell’Autonomia. Prima di Salvini è intervenuto Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, che ha ricordato lo storico cavallo di battaglia e il referendum del 2017: “Chiunque andrà a governare non avrà scelte. L’Autonomia vale anche la messa in discussione di un governo. Sento discorsi come ‘dobbiamo tutelare la Costituzione’. Guardate che l’Autonomia è nella Costituzione. Chi è contro l’Autonomia è contro la Costituzione. Non è colpa del Nord, che l’Autonomia non ha, se al Sud ci sono i disservizi“.

    Bagno di folla a Pontida

    A Pontida un bagno di folla ha accolto Salvini, che si è lasciato andare a baci, abbracci e selfie con i presenti. Ci sono diverse bandiere italiane e del Leone di San Marco. Dai megafoni si sentono canzoni di Vasco Rossi, Domenico Modugno, Ricchi e Poveri e Albano. Il raduno è stato aperto in ricordo dei dirigenti e dei militanti leghisti che hanno perso la vita. Il blu predomina sui gadget e sui maxi-schermi con tanto di “Credo”, il messaggio laico usato dal Carroccio per questa campagna elettorale. Sul palco compare la scritta “Credo nell’Italia e nella Lega“.

    La frecciatina di Letta

    C’è una sorta di sfida lombarda. Infatti poco più in là, a Monza, si tiene l’appuntamento del centrosinistra a cui partecipano circa 500 sindaci. Enrico Letta, arrivando a piazza Roma, non ha fatto mancare una frecciatina a Salvini: “Noi non vogliamo un’Italia che si leghi all’Ungheria come Salvini oggi ha voluto proporre di fare. L’idea che l’Italia diventi oggi come l’Ungheria di Orban è esattamente l’opposto di quello che noi vogliamo fare“.

    Il segretario del Partito democratico ha inoltre messo nel mirino il raduno di Pontida, che la sinistra giudica un evento folkloristico: “Pontida oggi è diventata provincia dell’Ungheria. Noi non vogliamo che l’Italia segua il messaggio di Pontida, cioè andare verso l’Ungheria, verso una democrazia che si sta perdendo“.


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