“Avanti a prescindere da chi c’è. Io nonno al servizio della Repubblica”

Dic 22, 2021

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    Articolo in aggiornamento

    Come di consueto, il presidente del Consiglio oggi si è presentato alla stampa per i consueti auguri di Natale. L’anno scorso c’era Giuseppe Conte, questa è la prima volta di Mario Draghi. La conferenza stampa è stata organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ed è stata l’occasione per anticipare i temi e le misure che domani verranno discusse nella cabina di regia per contrastare la nuova ondata di Covid nel Paese, ma anche per affrontare la manovra economica e la riforma delle pensioni.

    Crisi pandemica

    Il presidente del Consiglio ha esordito con un ringraziamento ai giornalisti per il loro lavoro, particolarmente importante soprattutto nel corso di questa pandemia. Inevitabile, poi, l’immediato passaggio proprio sulla nuova fase epidemica: “L’arrivo della variante Omicron, molto più contagiosa delle precedenti ha aperto una nuova fase della pandemia. Domani faremo una cabina di regia per decidere il da farsi sulla base dei dati epidemiologici“. Ovviamente, Mario Draghi ci ha tenuto a ribadire che “i vaccini restano lo strumento di difesa migliore dal virus“, a prescindere dalle prossime decisioni del governo.

    Durante la cabina di regia di domani verrà discussa anche la durata del Green pass, per il quale il premier rivendica tutto quanto fatto: “La comunicazione sul green pass e sul super green pass ha fatto stato di quelle che erano le conoscenze a quel momento, non si è mai voluto dire che garantiva l’immunità dopo la sua scadenza o la scadenza della seconda dose“. Per questa ragione, domani, verranno prese decisioni in tal senso, perché “si è scoperto che la seconda dose declina più rapidamente di quanto si pensasse all’inizio, questo porterà domani a discutere se ridurre la durata del Green pass. È diventato un pò enfaticamente uno strumento di libertà“.

    Ed è proprio per contrastare la diffusione massiccia diffusione della nuova variante che, domani saranno discusse le nuove misure: “Le mascherine oggi sono previste all’aperto nel caso di grandi assembramenti, non è escluso l’applicazione del tampone perchè nel Green pass c’è un periodo in cui la protezione delle due dosi decresce e in quel periodo può essere utile farli“.

    Quel che non sarà sul tavolo, come ha chiaramente spiegato Mario Draghi, è la chiusura della scuola: “Non valuteremo l’estensione delle vacanze natalizie per gli studenti“. Saranno, invece, discussi i nuovi termini dello screening che, se necessario, dovrà essere potenziato. “Sono consapevole delle sofferenze dei giovani a causa delle restrizioni. Faremo di tutto per evitare la dad“, ha aggiunto il premier.

    L’errore di molti è stato quello di pensare che l’epidemia non sarebbe arrivata da loro e che certe precauzioni non sarebbero state necessarie. Personalmente sono incline a prevedere il peggio, quindi preferisco agire d’anticipo proprio per difendere quel poco di normalità che ci siamo conquistati“, ha voluto precisare il presidente del Consiglio.

    E sullo stato di emergenza prorogato fino a marzo, Mario Draghi non ha dubbi: “Lo stato di emergenza come stato di rassegnazione? No, come atto di necessità. Con i dati di inizio ottobre si poteva cominciare a ragionare di non prorogare tutto il contesto legato allo stato di emergenza ma di valutare misura per misura. L’evoluzione dei dati ha dimostrato che non valeva la pena farlo e che tutto il blocco sanitario e normativo andava prorogato. La proroga è un atto di necessità e buon senso“.

    Corsa al vaccino

    Per questo motivo il premier ha mosso l’ennesimo invito alla vaccinazione: “Invito tutti i cittadini a continuare a vaccinarsi e a fare la terza dose. Questa è la priorità. Il vaccino funziona molto bene anche contro le varianti“. Tuttavia, nel caso si rendano necessarie nuove misure per rallentare la diffusione, Mario Draghi ha rassicurato: “Il governo resta pronto a sostenere l’economia in caso di rallentamento. La sfida è far aumentare il tasso di crescita e risolvere le debolezze della nostra economia“.

    Proprio a livello economico, Mario Draghi ha sottolineato l’importanza della vaccinazione: “L’evidenza scientifica dei vaccini ha funzionato molto bene anche con le nuove varianti. E la campagna vaccinale è stata essenziale per l’economia che quest’anno crescerà oltre del 6% dopo un calo di quasi il 9% dello scorso anno. È ripartita l’occupazione (500 mila posti) anche se è vero che molta occupazione è a tempo determinato. Ma l’aumento c’è stato. Benefici anche sui conti pubblici e il rapporto debito/pil inizierà a scendere già da quest’anno“.

    Ma oltre alle terze dosi, ora c’è la spinta alla vaccinazione dei bambini, che rientra tra le cautele “per conservare quel poco di normalità che abbiamo conquistato“.

    Tuttavia, nonostante i “due terzi dei decessi sono di non vaccinati, questa è una realtà tragica“, però non è al momento previsto un lockdown per i non vaccinati. Quello che, invece, potrebbe essere discusso è l’estensione dell’obbligo vaccinale, che “resta sempre sullo sfondo, non è stato mai escluso. Lo valuteremo e vedremo se estenderlo ad altre categorie“.

    Ma le miure per contrastare il contagio passano anche attraverso nuove direttive per i vaccinati: “Va capito che nel periodo tra seconda e terza dose, quando la durata dei vaccini tende a scadere, occorre fare il tampone per contrastare la diffusione del virus“.

    Successione al Quirinale

    Inevitabile la curiosità dei giornalisti sul futuro di Mario Draghi, spinto da varie forze politiche verso il Quirinale. “Il mio destino personale non conta assolutamente niente, non ho particolari aspirazioni di un tipo o di un altro, sono un uomo e un nonno al servizio delle istituzioni. Questo governo è nato ‘chiamato’ dal presidente della Repubblica, ha fatto molto di quello che è stato chiamato per fare. Tutti noi abbiamo speso tutti noi stessi“, ha detto Mario Draghi.

    Il premier ha poi aggiunto: “Fondamentale per l’azione di governo è stato il sostegno delle forze politiche, ed è quello il punto fondamentale. Ma la responsabilità quotidiana, nell’azione di Governo, sta nel parlamento. La sua prosecuzione sta nel parlamento“. Mario Draghi ha voluto ribadire: “Ho già detto in passato che l’importante è vivere il presente e farlo al meglio possibile. Io e tutti i ministri abbiamo lavorato sul presente senza chiedersi cosa ci sarà in futuro“.

    E sull’attuale presidente della Repubblica, Mario Draghi ha avuto solo parole di stima: “A Mattarella deve essere dati un messaggio di affetto, questo credo sia quello che provano gli italiani. Ha svolto splendidamente il suo ruolo con dolcezza e fermezza, ha attraversato momenti difficilissimi del suo settennato. È l’esempio e il modello di Presidente della Repubblica“.

    Ma la ricerca di un nome da parte delle forze politiche può diventare una mina per la stabilità del governo: “Ci vuole una maggioranza ampia perchè l’azione del governo continui. È immaginabile una maggioranza che si spacchi sull’elezione del presidente della Repubblica e si ricomponga dopo? È uno scenario da temere“.

    Pnrr

    La presenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi è coincisa con numerosi riconoscimenti internazionali arrivati per l’Italia, per i quali però il pemier sottolinea che “è merito degli italiani“. Quindi, il presidente del Consiglio ha aggiunto: “L’aumento di credibilità del Paese può essere un moltiplicatore psicologico dell’azione di governo e del Pnrr. Porta una grande responsabilità. Occorre dimostrare che la fiducia data dall’Europa all’Italia è stata ben riposta“.

    Sul Pnrr, inoltre, Mario Draghi ha annunciato che “abbiamo raggiunto tutti i 51 obiettivi che avevamo concordato con la Commissione“. Per concorrere all’obittivo è stato fondamentale il lavoro delle istituzioni locali e governative, che “si muovono con determinazione e con forza, il processo è lungo e complesso, ma nello stesso tempo non c’è ragione di temere che si possa fare bene anche in futuro“.

    Ma per fare bene serve continuità di governo: “È essenziale, per continuare l’azione di contrasto della pandemia, di rilancio della crescita e l’attuazione del Pnrr, che la legislatura vada avanti fino al suo termine naturale

    Manovra economica

    Per quel che concerne la manovra economica, il premier ha ammesso: “Esautorato il parlamento con la manovra? Indubbiamente c’è stato affanno sull’approvazione della manovra, cosa successa tantissime volte negli anni passati. C’è stato lunghissimo confronto politico. Il ministro Franco ha discusso per settimane la destinazione degli 8 miliardi, per avere subito accordo su questi fondi“.

    E sulle indecisioni del governo per quanto riguarda il superbonus, Mario Draghi ha ricordato che il governo ha trovato i fondi per estendere il superbonus del 110%, superando l’iniziale riluttanza dovuta al fatto che queste misure “hanno creato distorsioni“, come lo “straordinario aumento dei prezzi dei componenti legati alle ristrutturazioni“. Ed è notizia di oggi che “l’Agenzia delle Entrate mi ha segnalato che ha bloccato 4 mld di crediti dati come cedibili“.

    Politiche del lavoro

    Davanti al record negativo di nascite, in parte influenzato dalla pandemia ma anche alla diffusa precarietà del lavoro: “È uno degli eventi più tristi. La precarietà del lavoro è certamente uno dei motivi per cui non si mette su famiglia, è uno dei temi aperti nel confronto con le forze sociali. Abbiamo aperto un tavolo sulle pensioni ma si parlerà anche di questo. Difficile una correlazione tra natalità e forme contrattuali di lavoro“.

    E sui morti sul lavoro, in relazione alla stretta attualità, Mario Draghi ha dichiarato che “il governo non considera terminata l’azione del governo con il decreto“, per questo motivo il governo dovrò trovare “altri sistemi“.

    Anche per le pensioni, Mario Draghi ha confermato l’avvio dei lavori: “La partita del tavolo con i sindacati sulle pensioni era intenzione manifestata da me uno o due mesi fa. I provvedimenti sulle pensioni presi nella legge di bilancio sono provvedimenti di tipo transitorio per affrontare i prossimi anni. Che servisse una riforma più ampia a me pareva normale, i sindacati hanno accolto questa proposta e perciò il tavolo è cominciato ieri“.

    Politica estera

    Mario Draghi ha ribadito la sua posizione: “La mia visione è nota e le ragioni anche: oggi è cambiato molto il quadro internazionale e europeo, una visione critica trova un consenso quasi generale. L’Italia è in buona posizione per far sentire la propria voce, la discussione è appena cominciata ed è importante che si arrivi al consenso, regole fiscali servono ma devono essere ragionevoli, non dannose ed è importante che si arrivi nel 2022, meglio presto che tardi“.


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