“Avevamo votato…”. Il senatore del Pd “contro” il reddito grillino

Nov 12, 2021

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    Non è volontà di fare polemica, ma semmai il desiderio di ricordare quale fosse la posizione del Partito Democratico in materia di reddito di cittadinanza: il capogruppo della Commissione lavori pubblici e trasporti e senatore Salvatore Margiotta ha deciso d’ immortalare il suo pensiero con un tweet di risposta al ministro Andrea Orlando. E il dibattito interno alla formazione guidata da Enrico Letta è emerso in pubblico.

    Il ministro del governo di Mario Draghi, a mezzo Twitter, ha voluto prendere posizione su una campagna che sarebbe relativa ai cosiddetti “furbetti”, ossia a coloro che percepiscono in maniera illegittima il reddito di cittadinanza: “C’è una ignobile campagna politica in atto che identifica percettori del reddito e “furbetti” – ha cinguettato Andrea Orlando Chi ne ha diritto va rispettato, chi imbroglia colpisce soprattutto chi ha bisogno”.

    Insomma, la tendenza di certa narrativa sarebbe quella di provare a destrutturare la misura, puntando tutto su coloro che usufruiscono del reddito di cittadinanza senza averne diritto. Tra i tanti commenti al tweet, è spuntato quello del senatore Margiotta. Il parlamentare ha animato il dibattito, se non altro per via del suo inaspettato punto di vista.

    “Su questo sono d’accordo – ha esordito il senatore – . Ho avuto però un attimo di confusione, e sono andato a verificare se la memoria mi ingannasse – ha continuato – . Per fortuna – della mia memoria – no: il Pd votò, compatto, contro questa misura. Cambiare opinione è legittimo, almeno quanto non averla cambiata”. Margiotta ha in sintesi voluto ricordare al ministro Orlando come la pensasse il Partito Democratico sul reddito di cittadinanza. Prima dell’avvento del governo giallorosso, il Pd si era spesso scagliato contro l’assistenzialismo targato MoVimento 5 Stelle. Orlando ha anche risposto a Margiotta con un laconico “vabbè”.

    Sentito in merito alla vicenda dal Giornale.it, il parlamentare del Pd ha voluto ribadire la sua tesi: “Questa misura – premette Margiotta – ha visto all’opposizione il Pd. Abbiamo votato contro, sia alla Camera e sia al Senato. Ora… è giusto quanto dice il presidente del Consiglio, e cioè che è necessaria una qualche misura per le persone più in difficoltà. Però, all’epoca – specifica il senatore – , come Pd, da una parte sostenevamo la necessità di sostenere con soldi pubblici quelle persone, ma dall’altra avevamo anche la ferma volontà d’investire sul piano delle politiche lavorative”. Il reddito di cittadinanza, sembra dire l’esponente Dem, dovrebbe essere modificato in modo corposo, puntando sul sostegno al lavoro.

    Margiotta incalza: “Se una parte di quei soldi fossero stati utilizzati, ad esempio, per rafforzare la pubblica amministrazione, da Nord a Sud, forse, oggi saremmo più pronti ad affrontare la sfida del Pnrr. Si può fare molto meglio. Si sostenga pure quella misura, ma non la si santifichi. Non è possibile che, passando dall’opposizione alla maggioranza, provvedimenti contro cui ci siamo battuti divengano belli. Una cosa simile è successa con il taglio dei parlamentari…”, chiosa.

    Pure sul reddito di cittadinanza, in sintesi, esiste una dialettica interna al Pd. Il che vale ovviamente pure per l’alleanza strutturale con i grillini voluta da Enrico Letta. Non tutto il partito che ha sede al nazareno appare convinto della bontà di un abbraccio organico con la creatura che fu di Beppe Grillo e che ora, almeno sul piano formale, è nelle mani di Giuseppe Conte.


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