Balneari: da E-R piano condiviso per dare certezza al settore

Gen 8, 2022

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    (ANSA) – BOLOGNA, 08 GEN – Il giusto riconoscimento del
    valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e
    della professionalità degli operatori. Questo il cuore del
    documento sul settore balneare – condiviso con le associazioni
    di categoria e presentato ai Comuni costieri per le loro
    osservazioni – che la Regione Emilia-Romagna porterà
    all’attenzione del Governo per dare un contributo concreto alla
    riforma nazionale del comparto in vista dell’applicazione della
    direttiva Bolkestein e alla luce della recente pronuncia del
    Consiglio di Stato che anticipa al 31 dicembre 2023 la scadenza
    delle attuali concessioni.
        Una decisione – viene spiegato dalla Regione – che riguarda
    complessivamente 1.067 imprese balneari attive sul territorio,
    di cui 959 in Romagna: 427 in provincia di Rimini, 355 in quella
    di Ravenna e 177 in quella di Forlì-Cesena cui vanno aggiunte
    altre 97 nel Ferrarese. Realtà per lo più a conduzione familiare
    – il 44,5% del panorama italiano – e che offrono lavoro, in
    Emilia-Romagna, a circa 45.000-50.000 a persone, a cui va
    sommato tutto l’indotto.
        In particolare, viene evidenziato, il documento “punta sul
    giusto riconoscimento del valore aziendale dell’impresa, degli
    investimenti realizzati e della professionalità degli operatori.
        Elementi che dovranno essere considerati tra i criteri di
    valutazione dei nuovi bandi di gara, insieme agli standard
    qualitativi dei servizi e alla sostenibilità sociale e
    ambientale del piano degli investimenti. Con l’esclusione del
    rialzo del canone demaniale che non dovrà essere oggetto di gara
    ma rimanere predeterminato per legge dallo Stato”.
        Ad ogni modo, argomentano il presidente dell’Emilia-Romagna,
    Stefano Bonaccini e l’assessore regionale al Turismo, Andrea
    Corsini, “bisogna agire, fare in fretta e bene fermo restando
    il fatto che non tocca alle Regioni decidere se devono essere
    fatte le gare per l’assegnazione delle concessioni: una
    decisione, questa, che spetta esclusivamente al Governo”.
        (ANSA).
       


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