BELLARIA IGEA MARINA. LISTA BUCCI: “CHE FINE HA FATTO IL TURISMO CONGRESSUALE NELLA NOSTRA BELLARIA IGEA MARINA? MENTRE I COMUNI VICINI VOLANO CON CONGRESSI E FIERE, NOI SIAMO AL PALO”

Set 16, 2021

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    Ricordate gli anni quando il turismo congressuale da noi era firmato Cavalier Aldo Gino Foschi, meglio conosciuto come Veleno?
    Ai quei tempi d’oro la nostra città era veramente riuscita, realizzando un salto di qualità decisivo per un’economia turistica evoluta, a fare turismo tutto l’anno.
    Finita, ahinoi, la stagione terrena di questo immenso imprenditore turistico, la nostra città è rimasta orfana di una vera organizzazione turistica professionale.
    Il PalaVeleno è finito in un contenzioso giurisdizionale fra la famiglia Foschi e il Comune, con il Comune intento al sequestro dell’immobile e la famiglia che resiste in giudizio.
    Tutto nasce da accordi urbanistici sottoscritti con la prima Amministrazione Ceccarelli riguardo alla riqualificazione dell’area Aquabell.
    Anche questa, a guardarne i risultati dopo circa una decina d’anni, un pagina non delle più illustri, ca va sans dire, di buon governo comunale.
    Nel frattempo, la gestione del PalaVeleno è stata affidata, già da un decennio, ad un network associativo che fatica ad organizzare meeting che durino più di un giorno o due e che siano distribuiti, estate esclusa, lungo il corso dell’anno.
    Ricordo che, nel lontano 2004, su richiesta da un gruppo di albergatori locali, “gratis et amore dei”, mi accinsi a redigere un progetto di sviluppo congressuale che contemplava anche le ipotesi di acquisto da parte di privati e di gestione pubblico-privata del PalaVeleno.
    In presenza di questi albergatori e di professionisti di settore, furono svolte alcune riunioni alla presenza del Cavalier Foschi negli uffici di un notissimo commercialista locale.
    Tuttavia, non se ne fece nulla. A mio modesto avviso, per mancanza della spinta decisiva del Comune e del mondo economico cittadino.
    Intanto, Rimini e Riccione realizzavano i loro meravigliosi Palazzi dei Congressi, con investimenti sostanziosi degli stessi Comuni, ma altrettanto di Provincia, Camera di Commercio e con l’aiuto della Regione.
    Così la nostra città, non muovendosi per tempo, non solo non ha predisposto un proprio progetto di rilancio del turismo congressuale (con intervento di riqualificazione dell’immobile, riorganizzazione strutturale, ridefinizione delle strategie di marketing, professionalizzazione degli addetti, integrazione con l’offerta ricettiva e dei servizi turistici, commerciali e alla persona).
    Ma, in quanto mancante di un progetto, non ha ricevuto un centesimo dei diversi e sonanti milioni di finanziamento pubblico che sono arrivati sul settore congressuale, vedi i succitati casi di Rimini e Riccione.
    Ci si è trovati così, con due competitori tanto innovativi e agguerritissimi a pochi chilometri, a doversi accontentare delle classiche “ossa della polenta”, di quel che cadeva dal tavolo dei due primi attori.
    La stasi e la marginalità della nostra offerta congressuale di Bellaria Igea Marina dipende da questo pernicioso combinato disposto. dalle non scelte di ieri e dalla mancanza di progettualità e di iniziative di oggi.
    Chi mi legge sa bene quanto io insista sul punto della capacità di governo come differenza fra uno schieramento politico e l’altro.
    Per questo posso affermare come, anche nel caso del congressuale, l’Amministrazione Comunale in carica dimostri ancora una volta la sua bassa qualità di governo.
    Non sapendo, infatti, analizzare il problema, né individuarne le soluzioni, né tantomeno programmare lo sviluppo di settore che darebbe una mano importante alla nostra economia e al lavoro dei nostri giovani.
    Pensate che il settore degli eventi e dei congressi in Emilia-Romagna vale 6,5 miliardi di euro (a livello nazionale 36,2 miliardi di euro di Pil e 65 miliardi di indotto) e in regione occupa oltre 80.000 persone (569 mila in tutta Italia).
    E pensate che, mentre io scrivo per descrivere il nostro “Deserto dei Tartari” congressuale, in questo settembre a Riccione si terranno 8 eventi congressuali (fra i quali, la 40° edizione delle Giornate di Polizia Locale e Sicurezza Urbana il più importante convegno nazionale in tema di polizia locale, con 700 visitatori al giorno; due convention di importanti Software House, rispettivamente con 600 e 250 partecipanti; il congresso dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani con 500 partecipanti),per un totale di 6000 presenze.
    La Perla Verde ospiterà altri 20 eventi congressuali entro la fine dell’anno.
    Per dimostrarmi, come sempre, “bipartisan” nelle mie comparazioni, citerò ora la confinante Rimini che, nello stesso mese, risponde con dieci fiere: Macfrut e FierAvicola; Expodental; Enada e Rimini Amusement Show; RiminiWellness e IBE International Bus Expo il 29 e 30 settembre, che si terrà al Misano World Circuit Marco Simoncelli.
    Che dire?
    Quando si è mosso Veleno costruendosi il suo PalaCongressi, come Bellaria Igea Marina, grazie al fatto che avevamo anche il Palazzo del Turismo, stavamo di sicuro davanti a Riccione.
    E competevamo con Rimini, che i congressi li organizzava al Novelli, alla Fiera o in qualche albergo.
    Adesso, Rimini e Riccione, ma non solo congressualmente parlando, non li vediamo nemmeno col cannocchiale.
    E’ evidente che è mancata capacità di visione politica, di progettualità di alto profilo, di capacità di governo.
    E non basteranno le feste e i banchetti a nasconderlo, a meno che qualcuno si ostini a non vedere o, peggio, ad accontentarsi di quel che passa il convento.
    Meditate, Concittadini, Meditate…
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