Belle e Sebastien arrivano tra i bambini di oggi

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Dopo i tre film che in 10 anni hanno rinnovato il successo di Belle & Sebastien (oltre 60 milioni complessivi al botteghino internazionale), sviluppando la storia sulle Alpi francesi tra la fine della II guerra Mondiale e il dopoguerra, l’apologo sull’amicizia tra un bambino e un grande cane candido dei Pirenei torna al cinema raccontando i bambini di oggi, unendo social e temi ambientalisti, famiglie problematiche e scoperta di sé. Dal 17 novembre, distribuito da Notorious Pictures (che devolverà parte dell’incasso in sala a sostegno di un progetto di rieducazione cani dell’Enpa) debutta nelle sale italiane Belle & Sebastien – Next generation di Pierre Coré con un nuovo piccolo protagonista, Robinson Mensah Rouanet, scelto tra oltre 2000 candidati.

Il cineasta ha trasportato la storia ai giorni nostri riflettendo su cosa “rappresenti la montagna oggi – spiega nelle note di produzione – con una storia di passaggio in cui una persona più anziana condivide il suo sapere con un bambino che a sua volta trasmette questa nuova visione del mondo ad un amico”. Nel 2022 il film “non è la storia di un cane che si vuole possedere. Seb non lo vuole, non è intenzionato a domarlo. Si tratta di un incontro. Quello di due esseri che si spalleggeranno per risolvere insieme i problemi che incontreranno. Belle è un animale libero, il suo obiettivo principale è di correre libera per la montagna, mentre il suo padrone glielo impedisce poiché vive nel passato, è il ‘suo’ cane”. Il racconto, diventato un classico della letteratura per ragazzi con il romanzo di Cecile Aubry, poi approdato in tv a metà anni ’60 e diventato un telefilm cult a inizio anni ’80, stavolta parte a Parigi, con il piccolo Sebastien detto Seb (Rouanet), 10 anni, tanto pieno di energia quanto abile nel mettersi nei guai, anche per buone cause, come difendere un compagno da un bullo. Dopo l’ennesimo problema che manda all’aria le vacanze programmate per il figlio, la mamma, divorziata, Celine (Caroline Anglade), che ha in programma un viaggio all’estero, decide di affidare il figlio a sua madre, Corinne (Michel Laroque), nonostante non abbiano un buon rapporto, e a sua sorella Noemie (Alice David), che portano avanti in montagna l’attività di pastorizia della famiglia. Seb, abituato a passare le giornate tra videogame, social e piste di skateboard, non è entusiasta all’idea di dover trascorrere il tempo in una zona con un pessimo wi-fi. Tuttavia l’incontro fortuito con una grande cane sempre pronto a scappare e apparentemente feroce, Belle, tenuto a volte anche in gabbia dal suo instabile e violento padrone Gas (Syrus Shahid), cambia l’atteggiamento del bambino, che decide, insieme alla nonna, di salvare l’animale.

Il film rispetta tutti i canoni della saga, in un mix di adventure/drama/comedy, immergendo la trama nella bellezza dei paesaggi dei Pirenei e punteggiandola di riferimenti all’oggi, dal pericolo climatico al rispetto dell’habitat. Una struttura basata sulle emozioni di un racconto di solitudini, famiglie scombinate e scoperte di sé, che conta sul carisma degli attori e del cane protagonista, per non far notare qualche incongruenza nella sceneggiatura. “Sebastien è un ragazzino arrabbiato, anche se ha solo 10 anni nel film, è quasi un preadolescente. Si percepisce che ha dei buoni valori, ma che potrebbe anche trovarsi in difficoltà – spiega Coré -. D’altro canto, Sebastien, Gas e Belle incarnano, a mio avviso, tre aspetti dello stesso personaggio in momenti diversi del loro percorso. Sebastien è pieno di bei valori e vuole riparare il mondo, Belle aspira a ritrovare i lupi e a ritornare allo stadio selvatico e Gas è un ragazzo pieno di vita e libero, il cui rapporto con il padre, essendo difficile, lo porta verso la sua parte oscura: è cinico e non esita a fare del male. Ma alla fine sono tutti e tre simili, perché cercano tutti la libertà”.


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