• Berlusconi nella sua Milano, one man show al Manzoni

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     Dopo una campagna elettorale social per le conseguenze, svela, di una brutta caduta, Silvio Berlusconi torna sul palcoscenico per l’ultimo appello al voto.
        Il leader di Forza Italia sceglie la sua città, Milano, e il suo teatro, il Manzoni, per invitare gli elettori a votare FI e il centrodestra ed è ‘one man show’. L’ex premier ripaga la lunga attesa del pubblico, quasi due ore, con un intervento dei suoi: canta l’inno azzurro, fa battute, imita il segretario del Pd Enrico Letta e poi illustra il programma di un governo che, assicura, sarà “europeo, occidentale e atlantista”.
        Intervistato da Alessandro Sallusti e Augusto Minzolini, Berlusconi torna subito sulla polemica per le sue parole sull’Ucraina: “Pensate il dolore che provo io nel vedere cosa sta accadendo. Hanno distorto le mie parole e la posizione di Forza Italia. Ancora una volta a sinistra danno i numeri”, sottolinea ricordando i suoi meriti per la firma dell’accordo di Pratica di Mare, nel 2002, e per avere evitato l’invasione russa della Georgia nel 2008. “C’è chi dice – aggiunge – che c’era bisogno di una mediazione con Putin e oggi usano parole da macellaio”.
        Il pubblico applaude il suo leader, sventola le bandiere e gli dedica una standing ovation quando si alza dalla poltroncina bianca dalla quale ha tenuto quasi tutto il suo intervento.
        “Siamo, come Ppe, parte integrante dell’Europa, e ci sentiamo amici degli Stati Uniti”, sottolinea ancora prima di passare ai temi della politica interna. “Meloni e Salvini? Sono due persone leali – dice – Il mio rapporto con loro, spero non si offendano, è da padre a figlio. Ho una cultura imprenditoriale e sportiva che mi permetterà di chiamarli, magari di offrirgli una splendida cena, e di metterli d’accordo entro mezzanotte”, afferma a proposito di chi parla di litigiosità fra gli alleati del centrodestra. Ce n’è poi anche per gli avversari: “Ho sentito una sola proposta del signor Letta: ‘Metteremo la patrimoniale’”, dice con la voce in falsetto suscitando la risata della platea.
        Quello di domenica, come ricorda anche lo slogan della sua campagna elettorale, è “una scelta di campo”. C’è da affrontare un autunno difficile tra le tensioni internazionali e le loro conseguenze economiche. “Rincari? Colpa della sinistra e dei suoi no ai termovalorizzatori, ai biogassificatori, e persino alla ricerca sul nucleare pulito” ricorda il presidente, che poi elenca uno dopo l’altro i principali punti del suo programma elettorale, dalla flat tax al milione di alberi da piantare, per concludere con una promessa: “Continuerò anche dopo la campagna elettorale a parlare su TikTok perché mi sono divertito e ho scoperto dei giovani consapevoli, concreti e informati”. 
       


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