Berlusconi sogna il nuovo Pdl: “Federazione con FdI”

Ott 3, 2021

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    Il leader di Forza Italia ha votato per le elezioni comunali di Milano. È la prima uscita pubblica di Silvio Berlusconi dopo otto mesi e l’estate trascorsa tra Villa La Certosa e Arcore, con alcuni ricoveri alla clinica San Raffaele a causa dei fastidiosi effetti del long Covid. Il Cavaliere si è recato al seggio elettorale 342 allestito nella scuola elementare di via Fratelli Ruffini, nel centro di Milano. “Sto bene, assolutamente sì”, ha risposto a chi gli domandava notizie sulla sua salute. “Sto aspettando i risultati degli ultimi esami, che penso siano tutti buoni, per riprendere la normale attività. È possibile che dalla prossima settimana possa tornare a Roma, finalmente dopo tanto tempo”.

    Cosa si aspetta Berlusconi dalle Comunali di Milano? “Un un buon risultato per quello che riguarda i voti alle liste dei partiti – ha detto – per quanto riguarda i candidati sindaci vedremo, saranno i milanesi a decidere”. Sul centrodestra ha assicurato che “è sicuramente unito e che c’è anche affetto tra i leader. Tutte queste illazioni di certa parte della stampa su divisioni interne non sono fondate”. Si riferiva alle presunte divisioni tra il suo partito, la Lega e FdI. Interpellato su chi sarà il leader del centrodestra, l’ex premier ha chiarito: “Anche questo è un argomento che vedremo. C’è una regola nel centrodestra che dice che saranno i voti a determinare chi avrà la precedenza nella responsabilità”. Ed ha ribadito: “La federazione con Salvini non l’abbiamo messa da parte. Abbiamo soltanto precisato con la Lega che occorrerebbe fare un accordo che comprendesse anche Fratelli d’Italia. Quindi dobbiamo superare questa federazione per farne una più grande”. Sulla possibilità di un nuovo Popolo della Libertà (Pdl) Berlusconi ha risposto: “Si, perché no? Voi sapete che il Pdl non è finito per ragioni obiettive, ma è finito per il tradimento di uno dei componenti (Gianfranco Fini, ndr). Alla domanda se sia meglio lui o Draghi per il Quirinale il Cavaliere ha risposto tranchant: “Fino a quando c’è Mattarella, che onora la presidenza della Repubblica, io non voglio parlare di Quirinale”.

    L’ultima volta che avevamo visto il Cavaliere in pubblico era il 9 febbraio scorso, quando partecipò al secondo giro di consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. In seguito è sempre rimasto tra Arcore e la sua casa in Sardegna, protetto da un attento cordone sanitario imposto dai medici.

    Il “ritorno in presenza” del leader di Forza Italia, dopo mesi di contatti telefonici e via Zoom con i colleghi di partito, gli alleati e i membri del Ppe, assume anche un importante valore simbolico. Berlusconi sta meglio ed e intenzionato a guidare il fronte dei moderati in una fase delicata per gli equlibri politici del Paese. Davanti a noi, infatti, ci sono sfide importanti: dal voto amministrativo all’attività in Parlamento nei prossimi mesi, in vista della manovra finanziaria, la scelta cruciale del nuovo Presidente della Repubblica e ciò che ne conseguirà, con le Politiche sullo sfondo e la scelta, da parte degli italiani, di chi dovrà guidare il Paese dopo la difficile fase di transizione di Mario Draghi.


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