Bidelli in sciopero per la dieta dei gruppi sanguigni e la scuola resta chiusa

Nov 13, 2021

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    I bidelli scioperano a sostegno della dieta basata sui gruppi sanguigni e la scuola elementare resta chiusa e 160 bambini a casa. È la vicenda successa ieri a Gaggio di Piano, frazione di Castelfranco Emilia in provincia di Modena. Come riporta la stampa locale, quattro collaboratori scolastici di un istituto cittadino hanno aderito alla mobilitazione indetta dal ‘Saese’, il Sindacato autonomo europeo scuola ed ecologia e per questo la dirigente scolastica non ha potuto fare altro che tenere chiusa la scuola. La richiesta del sindacato, nel motivare lo sciopero, era quella di introdurre “disposizioni per la conoscenza e la promozione della dieta dei gruppi sanguigni nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”.

    Mentre il sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano ha parlato di “una motivazione da avanspettacolo”, la dirigente scolastica Vilma Baraccani ha commentato l’accaduto con queste parole: “Il rischio era quello di trovarmi 160 bambini dai 6 ai 10 anni alle 7.30 del mattino fuori dalla scuola, senza alcuna assistenza dei collaboratori scolastici assegnati che non avrei potuto rimpiazzare. Per questo la scuola è rimasta chiusa”.

    LA DIETA DEI GRUPPI SANGUIGNI – Ha fatto proseliti in tutto il mondo in questi anni, ma la cosiddetta ‘Dieta del gruppo sanguigno’, inventata dal naturopata Peter D’Adamo alla fine degli anni ’90 ma sembra non avere alcuna validazione scientifica. La popolare dieta si basa sul fatto che a ogni gruppo sanguigno corrispondano diverse glicoproteine nelle cellule che rendono piu’ “digeribili” alcuni cibi, portando a ridurre il rischio cardiometabolico e a stare sani piu’ a lungo. I ricercatori dell’Universita’ di Toronto, in Canada, osservando 1455 persone, hanno trovato che il modo in cui ciascuno reagiva alle quattro diete ideate (per i gruppi sanguigni a, b, ab e zero) nulla aveva a che vedere con il gruppo sanguigno di appartenenza.

    A tutti i partecipanti allo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One, sono state chieste informazioni dettagliate sull’alimentazione quotidiana, attribuendo loro un punteggio sulla base dell’aderenza o meno alla dieta del gruppo sanguigno di appartenenza. Chi “sgarrava” di piu’ avrebbe dovuto essere maggiormente a rischio, avere alcuni parametri come trigliceridi, colesterolo o glicemia oltre i limiti, invece la scoperta è stata che il meccanismo non era cosi’ automatico. “Alcuni regimi alimentari erano di per se sani e in coloro che li seguivano si evidenziavano profili cardiometabolici positivi – spiega il dottor Ahmed El-Sohemy, che ha svolto la ricerca – ma questo era del tutto indipendente dai gruppi sanguigni. In pratica, la ricerca ha evidenziato che il modo in cui ciascun individuo risponde a un’alimentazione vegetariana o povera di carboidrati ha a che vedere solo con la sua capacità di adattarsi a quello specifico regime dietetico” sottolinea El-Sohemy.

    Sembra tramontare così, almeno fino a quando non si faranno ulteriori studi per confrontarla con una dieta standard, la possibilità di dare validazione scientifica alla dieta dei gruppi sanguigni, che prendeva le mosse dall’eredità genetica dei nostri antenati e dalle loro abitudini alimentari e la cui popolarità era dovuta al libro “Eat right for your type”, che ha venduto oltre sette milioni di copie del mondo. Diversi i personaggi famosi che vi hanno aderito, come la cantante Cheryl Cole e il cantante e attore Cliff Richard.


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