• Brogli e pensioni Inps, la Farnesina si sveglia. “Ora più controlli”

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    Eppur si muove. Il voto all’estero è un’altra matassa da sbrogliare per la prossima maggioranza. Dopo le inchieste del Giornaledel 6 settembre sulle liste dei nostri connazionali, miracolosamente farcite di arzilli over 80, qualcuno alla Farnesina ha capito che era troppo rischioso lasciare che molte persone decedute – come ha dimostrato il neo deputato Fdi eletto in Centro-Nord America Andrea Di Giuseppe – continuassero a ricevere indebitamente le schede elettorali e soprattutto la pensione. Nei giorni scorsi diversi consolati hanno invitato i propri residenti a produrre una dichiarazione di «esistenza in vita», pena la decadenza di ogni diritto. Parliamo di 326mila pensioni pari a 1,4 miliardi di euro.

    Lo scorso 14 settembre 2022 l’Inps ha chiesto a Citibank di aiutarla nell’accertamento per gli anni 2022-2023 dei pensionati in Europa, Africa e Oceania. In Spagna, ad esempio, a tutti gli over 75 verrà inviata una richiesta di attestazione dell’esistenza in vita, da restituire alla stessa banca entro il 12 gennaio 2023. Qualora l’attestazione non sia prodotta presso i consolati, il pagamento della rata della pensione Inps di febbraio 2023 avverrà in contanti presso le agenzie Western Union e, in caso di mancata riscossione personale o di mancata produzione dell’attestazione di esistenza in vita entro il 19 febbraio 2023, il pagamento della pensione sarà sospeso a partire dalla rata di marzo 2023.

    Dal Consolato Generale di Toronto fanno sapere invece che a muoversi è stato il ministero delle Finanze, che ha intimato un «significativo numero di beneficiari» di pensione italiana che vivono in Canada a far pervenire le attestazioni di esistenza in vita entro 15 giorni a partire dallo scorso 28 settembre 2022, anche attraverso i patronati. Diversamente, dice il Consolato generale di Toronto, il pagamento delle pensioni verrà sospeso. Guarda caso il Canada era nella stessa circoscrizione elettorale piena zeppa di morti con diritto di voto in cui è stato eletto Di Giuseppe, che al Giornale dice: «È una piccola e amara soddisfazione, abbiamo smosso le acque ma c’è ancora molto da fare».

    Che il voto all’estero – dove il Pd ha fatto man bassa con sette eletti su dodici – sia stato severamente inquinato lo dimostra anche l’inchiesta delle Iene che andrà in onda stasera. Filippo Roma dimostrerà come è stato facile per lui entrare in possesso di alcuni plichi contenenti vere schede elettorali, intercettati illecitamente e mai finiti ai legittimi destinatari. In Germania c’è un mercato di schede e ci sono veri e propri cacciatori di plichi, a disposizione di candidati spregiudicati, che li avrebbero ottenuti durante una cena elettorale, come dimostra il servizio andato in onda. In Sudamerica sono già spuntate fuori delle schede elettorali stampate con un errore grammaticale: («Camera dei Diputati») e «prevotate» a favore di un altro candidato, che si proclama innocente e che anzi pretende il riconteggio. «Chi potrebbe impedire i brogli da anni sa tutto, ma non interviene», si chiede Roma. Perché?


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