Calcagno,decreto crescita pro stranieri? noi non ci fermiamo

Mag 8, 2022

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    (ANSA) – ROMA, 08 MAG – “La politica e la parte apicale del
    calcio dimostrano purtroppo una colpevole lontananza dai
    problemi dei nostri vivai nazionali, che sono il futuro del
    movimento e degli sport in generale”. Umberto Calcagno,
    presidente dell’Assocalciatori, interpellatto dall’ANSA
    critica duramente le ipotesi di modifiche al decreto crescita
    nella parte degli sgravi fiscali per i calciatori provenienti
    dall’estero: un provvidimento che secondo Calcagno va “abrogato”. “La nostra battaglia non si fermerà” “Non potrò nascondere tutta la mia delusione se fosse vero
    che la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, con delega
    allo sport, Valentina Vezzali, si è volutamente appiattita sulle
    posizioni di chi non vuole il bene del nostro mondo – sottolinea
    Calcagno – Chiunque si intenda di calcio dovrà onestamente
    ammettere che l’eventuale previsione di un tetto reddituale di
    soli 500.000 euro per l’accesso alle agevolazioni fiscali del
    regime fiscale dei rimpatriati, unito alla soglia di età (20
    anni), non cambierebbe la situazione attuale e sarebbe utile
    solo a coloro i quali, su questo delicato problema, vorranno
    riempire le rassegne stampa con dichiarazioni autoreferenziali”.
        “Ho il fondato timore – aggiunge il presidente del sindacato
    calciatori – che per l’ennesima volta le scelte saranno dettate
    da interessi meramente economici, proprio quelli che negli
    ultimi anni hanno generato evidenti danni al nostro sistema, con
    una cronica assenza di risultati sportivi internazionali dei
    nostri club e continue diminuzioni degli investimenti sui vivai.
        Se questa sarà la scelta della politica italiana, i nostri
    ragazzi continueranno a trovare ostacoli nel loro percorso di
    crescita professionale, svantaggiati da una norma fiscale
    ingiusta che penalizza i ‘selezionabili'”. “La nostra battaglia – conclude Calcagno – non si fermerà.
        Continueremo a denunciare in tutte le sedi la distorsione del
    decreto crescita fino a quando non vedremo la sua definitiva
    abrogazione per il bene di tutto il calcio italiano, pur
    confidando fino all’ultimo in una mediazione, come quella
    presentata dal Senatore Nannicini, che possa rappresentare un
    primo vero segnale di svolta nella politica sportiva del nostro
    paese”. (ANSA).
       


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