Cannes: Z (Comme Z), film d’apertura contestato da Kiev

Apr 24, 2022

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    L’Ukraine Institute, che rappresenta la cultura di questo paese nel mondo, ha inviato una lettera ufficiale al Festival di Cannes e al regista francese Michel Hazanavicius, chiedendo di rinominare il film d’apertura ‘Z (Comme Z)’. Motivo della contesa: la Z potrebbe essere vista come una provocazione essendo un simbolo pro-invasione russa dell’Ucraina. È quanto riporta il sito di Variety. Si legge nella lettera firmata dal direttore generale Volodymyr Sheiko, che attacca poi anche il regista Serebrennikov: “Riteniamo che cambiare il titolo del film di apertura del Festival di Cannes sarebbe un gesto contro la barbarie, la violenza e il terrore dell’esercito russo”. Ora la commedia sugli zombi di Hazanavicius si intitola Z (Comme Z) in Francia, ma il titolo internazionale è FINAL CUT. A Cannes il film è però registrato come Z (Comme Z), anche se il regista francese afferma che il festival farà riferimento al titolo originale. Natalie Movshovych, responsabile cinema all’Istituto ucraino, ha sottolineato poi che in Russia “i media locali hanno già utilizzato il titolo del film, pubblicando articoli che potrebbero essere riassunti come: ‘Vedi? Ci stanno sostenendo.’ Chiediamo al direttore artistico Thierry Frémaux e a Michel Hazanavicius di cambiare il titolo a nome di tutte le vittime della regione di Kiev, Mariupol e Kharkiv”. Replica Hazanavicius: “Ho chiamato il mio film Z (Comme Z) nel mio Paese perché è una commedia di zombi ed è ispirata a quella che chiamiamo in Francia ‘serie Z’ o film di serie B in America. Sapere che questo titolo ha causato angoscia al popolo ucraino mi fa sentire impotente e molto triste, perché è l’ultima cosa che volevo fare”. La lettera dell’Istituto ucraino contesta poi anche la decisione di mettere in concorso l’ultimo film del regista russo Kirill Serebrennikov, TCHAIKOVSKY’S WIFE. Il film – come riporta Variety – è stato sostenuto dal fondo cinematografico privato Kinoprime con 100 milioni di dollari da Roman Abramovich. Serebrennikov, regista di PETROV’S FLU e LETO, – sottolinea ancora la lettera – è stato condannato nel giugno 2020 a tre anni di reclusione con sospensione della pena e anche a una multa per false accuse di appropriazione indebita. Un tribunale di Mosca ha annullato la sua condanna, sospesa il mese scorso, e al regista è stato recentemente permesso di lasciare la Russia. “Nonostante tutto questo ora Cannes mette in programma un film realizzato da questo regista”, ha detto il produttore ucraino Denis Ivanov, collaboratore del regista ucraino Oleg Sentsov. A marzo, Ivanov ha pubblicato una lettera aperta chiedendo il boicottaggio del cinema russo, dicendo che “non è il momento giusto per i tappeti rossi per i nostri cari colleghi russi”. Ivanov dice di non avere “nulla contro Kirill Serebrennikov come artista”, ma sottolinea il suo rapporto con l’ex vice capo dell’amministrazione presidenziale Vladislav Surkov. L’Istituto ucraino descrive Surkov come “un architetto della macchina propagandistica russa, direttamente responsabile della barbara invasione che sta avvenendo in Ucraina in questo momento”.


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