Cantiere di talenti, Montepulciano crocevia delle arti

Lug 31, 2022

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Strade, piazze e luoghi di fascino animati da 450 artisti italiani e stranieri, quaranta proposte tra musica da camera e sinfonica, opera, danza, teatro musicale, elettronica, letture, lavori visivi e, soprattutto, 14 nuove partiture commissionate per questo appuntamento. Questo è stato per due settimane il Cantiere Internazionale d’ arte di Montepulciano che si conclude stasera in Piazza Grande con il concerto dell’ Orchestra della Toscana diretta da Marc Niemann e la pianista giapponese Mari Kodama. Ha mantenuto le promesse l’ edizione numero 47 del Festival creato dal compositore tedesco Hans Werner Henze, conosciuto e contestato per le sue idee di sinistra, così innamorato del borgo toscano da volerlo trasformare in laboratorio trasversale e democratico ispirato dal bello che mettesse insieme nomi famosi e giovani talenti.
    ”Nel panorama culturale italiano – spiega all’ ANSA il direttore artistico Mauro Montalbetti – è un’ oasi di sperimentazione. Approfittando del fatto che non paghiamo cachet, possiamo dire agli artisti ‘fai quello che vuoi’. Qui si può sperimentare in libertà ma serve gente che abbia voglia davvero di mettersi in gioco perché è facile farlo con un budget di centinaia di milioni, altro è non avere un euro come nel nostro caso. Bisogna essere molto bravi”. La linea non è mai stata condizionata da ideologie estetiche, qui non si ascolta come spesso capita in Italia e all’ estero solo un certo tipo di musica ma le proposte di artisti che hanno stili e percorsi diversi. ”Questo deve fare un festival – osserva Montalbetti, compositore bresciano al secondo anno dell’ incarico triennale -. Abbiamo ridotto i concerti sinfonici e alzato molto il livello delle produzioni creando spettacoli nuovi che richiedono scenografi e registi e proponendo molta musica contemporanea per dimostrare che è accessibile a tutti. Basta scegliere i pezzi”.
    Il Cantiere è tornato ogni anno e non si è mai fermato, nemmeno durante il Covid. Ad attrarre gli artisti che arrivano da tutto il mondo – quest’ anno sono stati 70 – è l’ accoglienza e la bellezza degli otto centri della Val di Chiana e della Val d’ Orcia inseriti nel programma, ma soprattutto la formula.
    Niente compensi, assicurati solo vitto e alloggio. Tutto il paese è coinvolto e la stessa mensa aperta a pranzo e a cena diventa così punto di incontro speciale, dove è possibile trovarsi accanto al grande direttore d’ orchestra o al solista di un ensemble straniero prestigioso. E’ il mix di elementi di questa kermesse ”educativa, aggregante, sperimentale e non commerciale” che convince i protagonisti a tornare.
    Per Montepulciano le ricadute economiche, sociali e culturali sono enormi. Il paese, che con le frazioni ha 14 mila abitanti, ha avuto quest’ anno più di 600 iscritti al suo istituto musicale con tre secoli di storia e intitolato a Henze, morto nel 2012. L’ amministrazione locale ha deciso di investire molto perchè il ritorno di immagine attrae un turismo interessato non soltanto ai tesori enogastronomici della zona. Il cartellone ha offerto momenti di rilievo, dalla messa in scena inaugurale di Rita, opera di Gaetano Donizetti nella trascrizione per orchestra da camera di Paolo Cognetti, allo spettacolo dell’ ensemble Sentieri Selvaggi di Carlo Boccadoro con tutto il pubblico in piedi, agli omaggi a Pasolini e Battiato. Tra gli spettacoli finali, molto apprezzato nel suggestivo Cortile delle Carceri il trio pianoforte-violino-violoncello ‘Ad libitum’ formato da giovanissimi talenti aretini, la coreografia di Michele Pogliani ‘Camera Obscura’ della compagnia Mp3 Project nel Teatro Poliziano, e il recital del pianista Orazio Sciortino nel Salone di Palazzo Ricci. L’ evento considerato più sorprendente è stato comunque ‘Kammermusic 1958′, dal ciclo dei leader di Henze trasformato in uno spettacolo teatrale con la regia di Stefania Bonfadelli. Il Cantiere sta già scaldando i motori pensando all’ edizione del Cinquantenario, che coinciderà con i cento anni della nascita di Henze. Sarà la doppia celebrazione del mezzo secolo di questo sogno utopico e del suo inventore.
   


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