Caos candidature nel M5s. Raggi avverte Conte: “No agli sconosciuti”

Ago 4, 2022

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Dopo la scissione guidata da Di Maio, il M5s continua a perdere pezzi. Negli ultimi giorni altri parlamentari pentastellati hanno salutato Giuseppe Conte, a caccia di nuove candidature dopo lo stop alla deroga al tetto dei due mandati. Ma non sono finiti qua i problemi per il capo politico grillino. Il nuovo fronte, infatti, è il metodo di selezione dei candidati alle prossime elezioni politiche.

La nuova lite in casa M5s vede protagonisti Conte e Virginia Raggi, tornata in prima linea dopo la batosta alle comunali di Roma. L’ex prima cittadina della Capitale ha ammonito l’autoproclamato avvocato del popolo: “Il Movimento 5 Stelle non può essere preso come un tram da perfetti sconosciuti per entrare in Parlamento”, le sue parole all’Adnkronos.

Il messaggio della Raggi è chiaro: le regole sono fatte per essere utilizzate. Per questo motivo sta portando avanti la battaglia per avere “parlamentarie pure”, con tanto di vincolo di residenza per i candidati, no alle pluricandidature e no ai capilista bloccati. Regole fondamentali per i pentastellati, come l’obbligo di iscrizione al Movimento da più di sei mesi per autocandidarsi. Secondo le ultime voci dal mondo M5s, Conte vorrebbe imporre alcuni nomi dopo aver incassato il no per la deroga al limite del doppio mandato, che ha stroncato molti suoi fedelissimi. Ed ecco la (nuova) rissa.

Come evidenziato da IlMessaggero, il regolamento sulle candidature è soggetta al vaglio del comitato di garanzia. Lì vi siedono Roberto Fico, Laura Bottici e la stessa Raggi, tre esponenti pentastellati che stanno conducendo una crociata per mantenere la “purezza” del M5s. Una grana non da poco per Conte, che difficilmente riuscirà a favorire l’elezione di qualche fedelissimo.

Discorso diverso per Alessandro Di Battista. La regola di sei mesi per poter partecipare alle parlamentarie non figura nello statuto M5s ma è stata chiesta dalla stessa Raggi. E questa rischierebbe di mettere fuori gioco l’ex pasionario grillino. Ma l’ex sindaco di Roma è netta: “Alessandro, se vuole, può candidarsi. È stato iscritto e, sostanzialmente, è molto più 5 stelle di tanti che ora sono dentro. La regola serve ad evitare di imbarcare perfetti sconosciuti, non chi il movimento ha aiutato a farlo nascere. La situazione di Alessandro non deve essere strumentalizzata per fare entrare chiunque. Ale non può essere usato come grimaldello per fare entrare i propri amici”. Altra stoccata a Conte, sempre più in difficoltà.


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