Caos M5s, Conte prende tempo. Gli eletti tifano Mattarella bis e lui litiga sui social con Dibba

Gen 13, 2022

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    «Forse Conte non voleva lavorare con il favore delle tenebre», scherza un parlamentare grillino appena saputa la notizia del rinvio a oggi alle 18 dell’attesa assemblea congiunta dei gruppi di Camera e Senato a tema Quirinale. Ufficialmente si è deciso di posticipare l’incontro perché, a meno di un’ora dall’inizio, i senatori erano ancora alle prese con il voto sul decreto Super green pass, ma ha pesato anche l’incertezza del Pd sull’agenda dei prossimi giorni. Dopo il nulla di fatto dell’ultimo faccia a faccia tra Giuseppe Conte ed Enrico Letta, i giallorossi navigano a vista e il M5s è sfilacciato come non mai. Tutti sembrano d’accordo soltanto sull’esigenza di confermare Mario Draghi a Palazzo Chigi, eppure anche su questo punto resistono i sospetti di parte della truppa sulla tentazione di Conte di non osteggiare il passaggio dell’ex Bce al Colle per favorire le urne anticipate. Per il resto si va in ordine sparso. Il presidente prova a parlare con tutti e invoca un nome condiviso. Per non farsi mancare nulla, in serata, l’ex premier se la prende sui social con l’ex grillino Di Battista, reo di aver criticato le ultime mosse del movimento: «Non è questo il governo dei nostri sogni, ma dobbiamo rimanere in trincea a difendere le nostre conquiste», scrive rivolgendosi direttamente al «caro Alessandro».

    La maggioranza dei parlamentari chiede il bis di Sergio Mattarella e una trentina di delusi minacciano di votare per Silvio Berlusconi. È quella che alcuni senatori pentastellati chiamano «operazione adotta un grillino». Un po’ per fare il verso alla presunta «operazione scoiattolo» apparsa sui giornali, un po’ per scherzare e così esorcizzare la paura – concreta più che mai – di un vascello pirata di franchi tiratori. Oggi alle 18 Conte incontrerà deputati e senatori su Zoom senza un nome cerchiato in rosso sul taccuino. Gli eletti sono orientati a chiedere di «partire da un tentativo sul Mattarella bis» e l’avvocato non è in grado di fornire un’alternativa credibile. Dovrebbe essere rinnovata anche la richiesta di far partecipare i capigruppo di Camera e Senato a tutti gli incontri sul Quirinale.

    Nell’attesa di una mossa, almeno formale, infuria il tutti contro tutti. Ai senatori non sono andate giù le dichiarazioni di alcuni deputati, che martedì sera durante l’assemblea alla Camera hanno stigmatizzato la fuga in avanti sul Mattarella bis. Per i critici si è trattato di «frasi concordate prima dai contiani per metterci in difficoltà». Il capogruppo a Montecitorio Davide Crippa è descritto come particolarmente infastidito dai distinguo sollevati l’altro ieri da deputati come Luigi Gallo, Alessandro Melicchio, Aldo Penna, Francesco Berti, Patrizia Terzoni. Non a caso, in chiusura dell’assemblea ha sottolineato come Mattarella sia un «nome di garanzia» e ha difeso la linea del gruppo del Senato: «Non hanno fatto uscire agenzie ad hoc, la loro assemblea è stata molto importante».

    Insomma, i Cinque stelle, in assenza di una strategia incisiva, proveranno fino all’ultimo a giocarsi la carta della rielezione del capo dello Stato in carica. L’ex ministra Lucia Azzolina lo dice chiaramente, ospite di Tagadà su La7: «Il M5s è favorevole al Mattarella bis».


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