• Carenza farmaci. Schillaci avvia le verifiche sulle forniture

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    Da mesi nelle farmacie mancano i medicinali comuni, dal Brufen alla Tachipirina. Una situazione insostenibile in pieno inverno e ondata influenzale. Tanto che il ministro alla Salute Orazio Schillaci ha indetto un tavolo di lavoro permanente sull’approvigionamento dei farmaci per definire la reale entità del fenomeno e indicare proposte risolutive. L’obbiettivo è capire anche se dietro le scarsità delle scorte ci sia solo una domanda eccessiva di farmaci o cosa. E si vuole anche affrontare il tema dei problemi delle case farmaceutiche, alle prese con le difficoltà a reperire le pellicole per sigillare le confezioni di pastiglie e materiali vari.

    Il primo incontro ieri assieme al sottosegretario Marcello Gemmato, alla presenza di rappresentanti di Aifa e della filiera farmaceutica produttiva e della distribuzione. Il tavolo, istituito con decreto ministeriale, sarà allargato anche ai Nas e ai medici di medicina generale.

    «Tra i farmaci che i pazienti hanno più difficoltà a trovare ci sono comuni antinfiammatori, mucolitici come Fluimucil, antifebbrili» spiega Silvestro Scotti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che, in merito alle cause della carenza di farmaci, teme che possano «nascondersi anche fenomeni speculativi, oltre a un aumento della richiesta».

    «Le aziende farmaceutiche stanno facendo ogni sforzo per garantire continuità di produzione e distribuzione dei farmaci, cercando di reperire principi attivi e materie prime su altri mercati, oltre a quelli in genere utilizzati – spiega Marcello Cattani, presidente di Farmindustria – ma è importante aumentare l’autonomia dell’Italia nella produzione di principi attivi e packaging, che vedono in questo periodo una fortissima competizione a livello globale. C’è un confronto positivo tra i diversi stakeholder, da cui sono emerse situazioni da monitorare, ma non bisogna fare allarmismo. C’è stato negli ultimi mesi un trend in aumento della discontinuità di approvvigionamento con situazioni a macchia di leopardo. Ma dei 3mila farmaci mancanti, 1.500 sono sostituibili e le carenze sono concentrate in alcune aree».


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