• Censis: ‘Con il superbonus 900 mila occupati in più’

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    Il superbonus spinge i dati sull’occupazione. “Si stima il suo impatto occupazionale per l’intero periodo agosto 2020 – ottobre 2022 sia stato pari a 900 mila unità di lavoro, tra dirette e indirette”. Lo si legge nel dossier del Censis dedicato agli effetti del Superbonus, diffusi nel corso di un evento, a Roma e realizzato con Harley&Dikkinson e la filiera delle costruzioni (che comprende imprese e professionisti).

    “Particolarmente rilevante l’impatto del solo periodo compreso tra gennaio e ottobre 2022, in cui si stima che i lavori di efficientamento energetico degli edifici abbiano attivato 411 mila occupati diretti (nel settore edile, dei servizi tecnici e dell’indotto) e altre 225 mila unità indirette” rileva l’istituto di ricerca. La misura ha avuto un effetto positivo anche sul valore delle costruzioni: “è aumentato del 21,3% rispetto all’anno precedente” e nel dettaglio, nel Meridione, l’aumento “è stato pari al 25,9% e nel Nord-Ovest al 22,8%”, mentre s’è rivelata “più contenuta al Centro (16,3%) e nel Nord-Est (18,5%)”. 

    In tutto, i “55 miliardi di euro di investimenti certificati dall’Enea” per il periodo analizzato “hanno attivato un valore della produzione nella filiera delle costruzioni e dei servizi tecnici connessi pari a 79,7 miliardi“, come “effetto diretto”. A questo “si sommano 36 miliardi di produzione attivata in altri settori del sistema economico connesso alle componenti dell’indotto”, per “un totale di almeno 115 miliardi. – afferma lo studio Censis – Si può stimare che una spesa così consistente abbia generato un gettito fiscale altrettanto rilevante”. Difatti, “attivando il Superecobonus, una produzione consistente per via degli effetti moltiplicativi sul sistema economico, il gettito fiscale derivante da tale produzione aggiuntiva si stima possa ripagare circa il 70% della spesa a carico dello Stato per le opere di efficientamento sugli edifici. Ciò significa che 100 euro di spesa per Superecobonus costerebbero effettivamente allo Stato 30 euro, ridimensionando in questo modo il valore reale del disavanzo generato dall’incentivo”, si precisa.

    “Sicuramente c’è stato un effetto positivo per l’economia”, ma ci sono state anche “delle disfunzioni, delle patologie che non possiamo nascondere”, in particolare sul bonus facciate” dove “non c’erano quei controlli puntuali che hanno generato un passaggio di questi crediti al sistema bancario” e “la conseguenza è che si sono generate ingenti masse sui cassetti fiscali che non possono sfociare in un utilizzo. E, quindi, si è irrigidito il sistema”, ha commentato il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo.

    “Sulla base degli elementi che sono stati acquisiti dalle autorità di controllo, Guardia di Finanza ed Agenzia delle Entrare, si è pensato di seguire una strada diversa” sul superbonus, ha aggiunto Leo. Quella che si trova nel decreto Aiuti quater che “distingue il versante dei condomini, rispetto al versante delle villette. E si è deciso di mantenere il 110% per i condomini, a condizione che siano presenti due sostanziali elementi: il primo è quello della delibera condominiale fatta entro la data di entrata in vigore del provvedimento, che oggi, o domani entrerà in Gazzetta ufficiale, e il secondo è che la Cilas sia realizzata entro il 25 di novembre. La questione che ci preoccupa di più è quella dei crediti, è una priorità assoluta, – ha detto – la presidente Meloni ed il ministro Giorgetti hanno dato disponibilità ad aprire un tavolo tecnico per cercare di affrontare” il tema. C’è la possibilità di “ragionare sull’ipotesi di utilizzare in parte i crediti attraverso i pagamenti, i famosi F24 dei contribuenti”.


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