Chat infuocate: “Dimissioni, vai a fare in c…”. Cosa succede nel M5S

Ott 4, 2021

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    “12 anni fa abbiamo fatto l’impossibile. Ora dobbiamo fare il necessario!”. È un compleanno amarissimo per il M5S e Beppe Grillo si limita a scrivere questo tweet auto-assolutorio, accompagnato da una foto che lo ritrae insieme all’altro cofondatore di M5s, Gianroberto Casaleggio.

    Il messaggio di ‘auguri’ di Grillo non è piaciuto agli ex militanti pentastellati che hanno espresso il loro dissenso sulla bacheca del comico genovese. “Siete riusciti a dissipare tutto in soli 2 anni… impresa ancora più difficile della prima”, scrive Filippo. “Dodici anni per cambiarlo – attacca Serena – ma in due anni avete distrutto tutti i vostri principi. Peccato avervi votato qualche anno fa”. “Pena e compassione… Siete ladri di sogni! Mai più”, si sfoga invece Olivia. “M5S: il più grande fallimento della politica italiana degli ultimi anni”, è, invece, il commento di Claudiu Stanasel, vicepresidente del Consiglio comunale di Prato.. Tra i commenti anche quello di Marì Muscarà, consigliera comunale di Napoli fuoriuscita dal Movimento, che non le manda a dire al garante rispolverando un vecchio cavallo di battaglia: “Vai a fare in c…”.

    Accuse e insulti molto forti che denotano il clima di grande delusione per un flop annunciato. Rispetto a cinque anni fa, infatti, il M5S non arriva al ballottaggio manco nelle due città che amministrava, ossia Roma e Milano. Ma nom solo. Negli ambienti Cinquestelle, fa sapere Lapresse, circola una sorta di ‘analisi comparativa’ che mostra l’entità del tonfo. Nel 2016, con Beppe Grillo nel ruolo di capo politico, il M5S si presentò con propri candidati in 251 comuni su 1.363. Per questa tornata elettotale, con Giuseppe Conte leader, era presente solo in 99 comuni su 1.342. Dunque, si passa dal 18,4% di comuni nel 2016 al 7,4% di liste nel 2021: un -59,8%. Nel confronto tra i comuni in cui il Movimento ha presentato una propria lista nel 2016, e che sono tornati al voto nel 2021, su 205 solo 64 erano presenti a questa tornata, con un decremento di 141 liste, il 68,8% in meno.

    Vediamo ora i sindaci. Nel 2016, ancora con il comico genovese capo politico, furono eletti sindaci in 23 comuni: Pisticci, Cattolica, Anguillara Sabazia, Genzano di Roma, Marino, Nettuno, Roma, Vimercate, Castelfidardo, Fossombrone, Pinerolo, San Mauro Torinese, Torino, Ginosa, Noicattaro, Carbonia, Dorgali, Alcamo, Favara, Grammichele, Porto Empedocle, Chioggia e Vigonovo. Nel 2021, invece, con Conte alla guida, il Movimento non ha presentato liste nel 35% dei enti amministrati in questi cinque anni. “Quindi perdiamo già prima del voto 7 comuni su 20”, fa notare una fonte interna, riferendosi a città Si come Vimercate, Fossombrone, Carbonia, Dorgali, Favara, Grammichele e Vigonovo. Insomma, dentro il M5S è già iniziata la resa dei conti.


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