• “Chiede armi? Così accetta l’escalation”. Conte contro Zelensky

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    Il tempismo è stato quanto meno improvvido e la cosa dovrebbe far riflettere. Nella giornata in cui Vladimir Putin è tornato a minacciare in modo esplicito l’Ucraina e l’Occidente, Giuseppe Conte è riuscito a pronunciare parole di critica a Volodymyr Zelensky, reo di aver chiesto nuove armi per fronteggiare l’esercito di Mosca. “La prospettiva è quella di una guerra che rischia di elevarsi nei toni e nei livelli, una guerra fuori controllo e senza confini“, ha osservato correttamente l’ex premier in un’intervista a La7, senza però riconoscere al presidente ucraino il diritto di continuare a difendersi sul fronte bellico.

    Chiedendo armi a lunga gittata, ha sostenuto infatti il leader pentastellato, “Zelensky sta accettando la logica di una escalation militare, ma qual è il limite di questa escalation?“. Conte, diversamente, ha chiesto poi una svolta a favore di un negoziato di pace: impegno in linea teorica auspicabile, se non fosse che sinora la Russia ha sempre rigettato i tentativi di mediazione e di colloquio. Anzi, proprio nelle scorse ore Putin aveva dichiarato una mobilitazione parziale in Russia, con il richiamo di 300mila militari riservisti. Una mossa tutt’altro che pacifica, insomma.

    Noi non possiamo affidare la nostra strategia politica per un’uscita da questo conflitto alle alterne fortune di uno scontro militare“, ha però obiettato Conte, criticando la linea dettata da “Washington e Londra” alla quale l’Italia avrebbe prestato “cieca obbedienza“. Poi l’ex premier ha contestato ancora: “Mi sembra che la strategia che stiamo seguendo preveda poco negoziato di pace, di cui non si parla, e molta escalation militare“. Anche in questo caso, però, il leader pentastellato non ha spiegato come intenderebbe agire a fronte di una Russia che – per bocca del suo presidente – si è detta pronta a usare “tutti i mezzi a disposizione” per fermare l’Occidente.

    Poco prima, interpellato sul fatto che inizialmente i 5S avessero votato per l’invio di armi in Ucraina, Conte ha rivendicato una coerenza nella linea del proprio partito e ha spiegato: “Nella fase iniziale noi siamo stati favorevoli all’invio di aiuti militari all’Ucraina, oltre che alle sanzioni che dobbiamo mantenere. Ma dopo i primi invii ci siamo posti il problema di come uscire da questo conflitto“.


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