Cioffi “non guardiamo alla classifica, giochiamo per noi”

Mag 13, 2022

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    (ANSA) – UDINE, 13 MAG – “Abbiamo una grande responsabilità
    perché sappiamo che rappresentiamo Udine e tutto il Friuli. Per
    quanto riguarda la classifica, a noi non interessa. A noi
    interessa il riconoscimento di un percorso che da dicembre ci ha
    visto avere una media punti da Europa e una resilienza che ci ha
    permesso di attraversare anche lo tsunami Covid vissuto nelle
    gare contro Atalanta, Juve e Genoa. Per noi sarà una partita di
    grande orgoglio e, quindi, non lo facciamo per la destra o la
    sinistra della classifica ma per noi stessi”.
        Parola di Gabriele Cioffi, affidate alle telecamere di Udinese
    Tv, alla vigilia dell’ultima gara casalinga con lo Spezia.
        “Noi avvertiamo che affrontiamo un avversario che deve salvarsi
    e viene qua per vincere – ha aggiunto il tecnico -. Troveranno
    davanti una squadra che non vuole concedere e fare un gol o,
    almeno, un gol più di loro, sapendo che ci saranno diverse fasi
    della partita che dobbiamo essere bravi a leggere e
    interpretare”.
        Cioffi ha ricordato che Thiago Motta ha dato un’identità e
    solidità alla sua squadra. “L’interpretazione che noi abbiamo
    deciso di dare alla partita prende ispirazione dal ciclismo che
    viene visto come uno sport individuale ma, in realtà, nelle
    corse a tappe, non vinci se non hai la squadra e noi domani
    vogliamo giocare da squadra”, ha fatto sapere il mister
    friulano.
        L’allenatore dei bianconeri, che ha giocato nello Spezia, lo
    affronta da tecnico per la prima volta: “Il primo pensiero va a
    Sergio Borgo che è la persona che mi scelse lì e fece una
    squadra di giocatori in cerca di autore tutti, poi, arrivati in
    Serie A. Eravamo tutti “rottami” che lui ha ricomposto a livello
    fisico e mentale. Una delle frasi che mi diceva sempre era che
    un difensore deve essere semplice, concentrato e implacabile. E’
    una frase che mi è rimasta dentro e che riuso perché, per me,
    nella semplicità c’è il calcio. Inoltre mi diceva che sarei
    diventato un grande allenatore: grande no, perché non lo sono,
    ma allenatore sicuramente e credo che tanto sia dovuto a quello
    che lui ha innescato in me”. (ANSA).
       


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