Clementino, io come Will Smith dal rap alla tv e cinema

Apr 28, 2022

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    “Ho avuto un passato turbolento, ma ora a 40 anni ho fatto pace con me stesso e sono contento di aver raggiunto una certa consapevolezza anche grazie al rap. Mi conoscono tutti per la mia allegria, per la mia estroversione, ma dietro la maschera del sorriso si nascondono cicatrici e sofferenza. E un lato oscuro con cui ho imparato a fare i conti. Il red carpet su cui cammino oggi è rosso del mio sangue”. E’ un Clementino inaspettato quello che si racconta per l’uscita di Black Pulcinella (il 29 aprile per Epic Records/Sony Music), il nuovo album – anticipato dal brano ATM – ricco di collaborazioni che arriva a tre anni dall’ultimo lavoro e recupera con forza il sound napoletano. “Forse è un lavoro che va oltre quello che si aspetta la gente – racconta ancora Clementino -. Ma come diceva Tony Servillo nei panni di Jep Gambardella ne La Grande Bellezza ‘non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare'”. E allora basta strizzare l’occhio al pop per cercare di piacere a tutti: “Io so fare le rime, e quelle voglio fare. Il rap nudo e crudo, non sono la copia di nessun altro”. Per questo ha voluto scegliere Pulcinella come suo alter ego di questo disco. “E’ la figura che meglio di tutti racconta cos’è Napoli, nel bene e nel male. E’ un personaggio triste, ma nessuno se ne accorge. ‘Black’ invece è riferito alla musica afro-americana. È un titolo che volevo dare a un album da più di 10 anni. In passato quando mi chiedevano ‘ma tu che genere fai?’, spesso rispondevo ‘il Black Pulcinella’”. La copertina, realizzata da Francesco Paura, rende omaggio a MF Doom, tra i rapper preferiti di Clementino, scomparso qualche anno fa. Tante le collaborazioni, molte da Napoli e dintorni, che ha voluto accanto a sé: Enzo Dong, Rocco Hunt, Geolier, J Lord, Speranza, Madame, Nicola Siciliano, Mattak, Nello Taver, Nerone, La NIÑA, Ensi. “Sono tutti molto più giovani di me. Non volevo fare il classico veterano del rap, ma portare il sound anni ’90 con produzioni attuali. La vitalità della scena napoletana? Arriva dalla strada, dal modo di vivere la vita. Tutto diventa fonte di ispirazione. Veniamo da una terra vulcanica e si sente. Più che dei neo-melodici, siamo figli di quel Neapolitan power che si è affermato con Pino Daniele, James Senes, Enzo Gragnaniello”. Il rapper è impegnato su più fronti, non disdegnando la tv (è stato in particolare giudice di The Voice Senior per due edizioni consecutive ed è ora impegnato con Made in Sud insieme a Lorella Boccia su Rai2) e il cinema (“entro l’estate usciranno tre film ai quali ho partecipato”). “A parte lo schiaffo agli Oscar, mi sento un po’ come Will Smith – dice tra il serio e il faceto -. Dal rap alla tv al cinema. Avrei bisogno di giornate di 48 ore per seguire tutti i progetti che ho. Devo imparare ancora tanto, lo sto facendo. Un programma tutto mio? Per ora no, ma chissà. Intanto mi concentro sul disco e sul prossimo tour al via da metà giugno, finalmente senza mascherine e senza restrizioni”. (ANSA).


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