Come cambierà il reddito di cittadinanza e chi rischia di perderlo

Nov 10, 2021

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    All’interno della nuova bozza della legge di bilancio trovano ovviamente spazio le modifiche al reddito di cittadinanza, molto dibattute in questi ultimi mesi. La misura tanto cara ai grillini resta, ma con delle variazioni, messe a punto anche grazie al contributo del comitato scientifico istituito dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. In particolare si parla di una maggiore severità nei confronti dei percettori, di un aggiustamento della scala di equivalenza, di interventi finalizzati al raggiungimento di un impiego e di una maggiore apertura nei confronti degli extracomunitari.

    Chi rischia di perdere il reddito

    Nel testo in esame, viene stabilito che per i percettori del reddito“la ricerca attiva del lavoro è verificata presso il centro per l’impiego in presenza con frequenza almeno mensile; in caso di mancata presentazione senza comprovato giustificato motivo si applica la decadenza dal beneficio”. Non solo. Viene inoltre confermato lo stop al sussidio dopo il rifiuto, da parte del beneficiario, di due proposte di lavoro congrue, oppure in caso di mancata presentazione mensile al centro per l’impiego senza giustificata motivazione. In entrambi i casi, la pena è la cessione dell’rdc.

    Ma quand’è che un’offerta di lavoro viene considerata congrua? Nella bozza sono indicate tutte quelle proposte di impiego che distano 80 km dalla dimora di residenza, o che possono essere raggiunte entro 100 minuti con l’ausilio di mezzi pubblici. Va precisato, tuttavia, che alla seconda offerta di lavoro viene a decadere il vincolo territoriale, perciò ogni postazione di lavoro risulta congrua, purché si trovi naturalmente in Italia.

    Il beneficio economico mensile è ridotto di una somma pari a 5 euro per ciascun mese a partire dal mese successivo a quello in cui si è eventualmente rifiutata un’offerta congrua“, viene quindi indicato all’interno della bozza. Si tratta di un decalage sull’assegno che tuttavia non sarà effettivo nel caso in cui che ad asufruire del reddito siano nuclei familiari fra i cui componenti risultano “almeno un soggetto minore di tre anni di età ovvero una persona con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti a fini Isee“. Il decalage sarà inoltre applicato solamente nel caso in cui “il beneficio economico mensile, anche a seguito della rideterminazione, non risulti inferiore a 300 euro, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza”. Questo taglio, comunque, verrà sospeso dal mese successivo a quello in cui almeno un componente del nucleo familiare abbia cominciato un’attività lavorativa da almeno un mese continuativo.

    Insomma, a rischiare la perdita del reddito di cittadinanza, sono coloro che rifiutano una seconda offerta di lavoro, e che non si presentano regolarmente (cadenza mensile) al centro per l’impiego per trovare un’occupazione.

    I furbetti del reddito minimo

    A cambiare saranno anche i controlli sui percettori del reddito, che saranno molto più approfonditi. Il premier vuole infatti ampliare le verifiche dell’Inps sui requisiti patrimoniali indicati nella dichiarazione sostitutiva unica da parte dei futuri percettori, con particolare attenzione anche ai beni posseduti all’estero.

    In merito a ciò, il leader della Lega Matteo Salvini ha proposto una sorta di cabina di regia concentrata proprio sul reddito di cittadinanza: “Bisogna darsi una priorità sulla scala dei furbetti“, ha dichiarato durante la sua conferenza stampa, “non va bene il decalage da 5 euro al mese in caso di mancata accettazione di una proposta di lavoro“.


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