“Completare l’obbligo scolastico o via il reddito”. In arrivo un’altra stretta

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Provvedere al completamento dell’obbligo scolastico o il Reddito di cittadinanza verrà tolto. È questa la proposta avanzata da Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, secondo cui assolvere a questa condizione dovrebbe essere vincolante per beneficiare del sussidio. Si tratterebbe di un’ulteriore stretta della misura tanto cara al Movimento 5 Stelle, che ha subito già una fortissima revisione nella manovra. Dunque il Rdc si appresta a finire nuovamente sotto la lente di ingrandimento.

Reddito di cittadinanza: cosa può cambiare

La proposta del ministro dell’Istruzione è chiara: prevedere l’obbligo di completare il percorso scolastico per chi lo abbia illegalmente interrotto o un percorso di formazione professionale nel caso di persone con titolo di studio superiore ma non occupate né impegnate in aggiornamenti formativi. Altrimenti in entrambi i casi si potrebbe perdere il reddito di cittadinanza o la misura essenziale prevista dal 2024 in poi.

Questi ragazzi preferiscono percepire il reddito anziché studiare e formarsi per costruire un proprio dignitoso progetto di vita“, ha denunciato il ministro Valditara. A suo giudizio non si può affatto consentire che si continui a percepire il reddito di fronte all’illegalità del mancato assolvimento dell’obbligo scolastico: “È inaccettabile moralmente: significherebbe legittimare e addirittura premiare una violazione di legge“.

Il ragionamento del titolare del dicastero dell’Istruzione si muove anche su un altro piano e riguarda i giovani che hanno titoli di studi superiori, non hanno impedimenti personali ma non cercano un lavoro e non investono in formazione. Pure in questi casi la percezione del reddito “non è sostenibile economicamente e culturalmente“.

Per Valditara non è pensabile che lo Stato continui a pagare un ragazzo che “consapevolmente rinuncia a coltivare i suoi talenti in qualunque forma“. Infine ha replicato in maniera implicita a Giuseppe Conte che – invocando la piazza – negli ultimi giorni ha definito “disumano” lo stop al reddito di cittadinanza. “A me pare disumano convivere con l’illegalità, calpestare il diritto allo studio, educare i ragazzi al mantenimento a spese della società piuttosto che a credere in loro stessi e alla possibilità di migliorare le loro condizioni di vita“, ha annotato il ministro.

I numeri sui giovani

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha confermato il cambio di passo rispetto al passato nell’ambito del reddito di cittadinanza. Alla luce di tutto ciò il ministro Valditara ha fatto eseguire una ricerca alle strutture del dicastero: l’analisi si è concentrata sui giovani nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni percettori del Rdc. Il quadro emerso è stato definito “sorprendente e inquietante“.

Ecco perché Valditara ha ritenuto necessario avanzare una proposta che parte da un dato ben preciso: in Italia ci sono 364.101 percettori di reddito di cittadinanza nella fascia compresa tra i 18 e i 29 anni. “Di essi, abbiamo scoperto che ben 11.290 possiedono soltanto la licenza elementare o addirittura nessun titolo, e altri 128.710 soltanto il titolo di licenza media“, ha riferito il ministro. Il Movimento 5 Stelle, che tanto sbandiera la legalità e il contrasto alle ingiustizie sociali, sarà d’accordo con questa ipotesi?


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