Concorso Giustizia finisce al Tar, sotto accusa test inglese

Nov 10, 2021

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    (ANSA) – CAGLIARI, 10 NOV – Inglese più forte del diritto. Ma
    il concorso è per funzionario giudiziario nei tribunali. E molti
    dei non ammessi alla prova orale, in particolare quelli che
    avevano risposto molto bene alle domande sui codici, ma erano
    scivolati (nemmeno troppo perché comunque sopra la sufficienza)
    sulla lingua di Shakespeare, ora si rivolgono al Tar.
        “Abbiamo studiato leggi e commi. E per qualche svista in
    inglese, siamo fuori?” È quello che ha scritto – in sintesi –
    una candidata sarda in una lettera alla ministra della Giustizia
    Marta Cartabia. “Io ho conseguito un punteggio molto superiore
    al minimo ma non sono stata ammessa alla prova orale, mentre
    molti candidati con punteggio inferiore al mio, quindi
    presumibilmente meno preparati sulla parte di diritto, possono
    proseguire nello svolgimento della prova orale”. Molti i ricorsi
    anche dalla Sardegna. Solo l’avvocato Francesco Leone ne ha
    raccolto diciassette. Tanti altri sono arrivati dal resto
    d’Italia.
        Sotto accusa le regole del concorso che aveva portato lo
    scorso 13 ottobre centinaia di candidati, anche a Cagliari, con
    la speranza di strappare il via libera per una delle 2.329 unità
    nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia..
        Le regole erano chiare. Quaranta domanda di diritto. Ma erano
    previste delle soglie di sbarramento in informatica e in inglese
    con un punteggio minimo di 3,5 su 5. Inutile conoscere a
    menadito amministrativo, procedura civile, procedura penale e
    ordinamento penitenziario se non si riesce a raggiungere il
    punteggio stabilito dalle regole del concorso per le domande su
    computer e genitivi sassoni. C’è chi ha preso quasi 27 (il
    punteggio minimo era 21) ma non ha ottenuto il lasciapassare per
    l’orale per quell’ostacolo anglo-informatico.
        Quindi si è rivolto al Tar. “In tema di concorsi pubblici
    servono regole certe – spiega l’avvocato Leone – E’ impensabile
    che ogni concorso preveda modalità di espletamento differenti.
        Questo, ad esempio, prevede una tripla soglia di sbarramento che
    è un unicum: non è prevista né dalla legge quadro dei concorsi
    pubblici né tanto meno dalla riforma Brunetta”. (ANSA).
       


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