Conte in cerca di seggio: servono soldi per pagare la campagna elettorale

Set 15, 2021

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    Giuseppe Conte è arrivato a sperare nella vittoria di Roberto Gualtieri, candidato del Pd, a Roma a spese della sua candidata Virginia Raggi per tentare la candidatura al collegio di Roma I delle elezioni suppletive. Certo, questo è uno degli ultimi treni sui quali poter saltare per entrare in parlamento e gestire dall’interno i propri eletti, ma per Giuseppe Conte inizia a essere anche una questione meramente economica, come evidenziato nell’edizione quest’oggi in edicola del quotidiano Domani.

    Da quando l’ex presidente del Consiglio ha accettato l’investitura a leader politico e presidente del Movimento 5 stelle, infatti, ha dovuto rinunciare agli introiti derivanti dal lavoro come avvocato nello studio legale Alpa ma anche a quelli di docente all’università di Firenze. Per la legge, infatti, il suo ruolo politico non è compatibile con le professioni che fino a qualche settimana fa gli hanno garantito un’entrata economica stabile e piuttosto elevata. Giuseppe Conte ora è senza lavoro e le sue finanze iniziano a risentirne, soprattutto perché la campagna elettorale che sta conducendo in lungo e in largo per l’Italia ha un costo, che non è irrisorio, che non viene sostenuto per intero dal partito.

    Il Movimento, infatti, copre solo una parte delle spese sostenute da Giuseppe Conte, tanto più che, come scrive Domani, “dopo la rottura con Rousseau pochi parlamentari e consiglieri regionali hanno seguito l’invito dell’ex reggente Vito Crimi a versare 2.500 euro al mese al Movimento“. Come stanno tamponando il problema i 5stelle? Con l’autotassazione. “Conte arriva, scende dalla jeep, fa il comizio che abbiamo messo in piedi noi e poi dobbiamo portarlo a cena“, riferiscono a Domani dal MoVimento. Sborsare di tasca propria non è certo piacevole per i deputati che stanno sostenendo Giuseppe Conte nella sua campagna e non può certo essere una situazione da tirare per le lunghe.

    I deputati e i sostenitori dell’ex premier stanno facendo la loro parte economica in queste settimane elettorali, durante le quali Giuseppe Conte sta pagando di tasca propria tutti gli spostamenti e le altre spese in giro per l’Italia. Per farlo, il leader del M5s è costretto ad attingere ai suoi fondi personali, che non sono certo illimitati. Infatti Conte ha già dichiarato di non poter continuare a lungo. Al di là dello stress fisico e psicologico, infatti, non va trascurato quello economico di un leader senza portafoglio e non adeguatamente sostenuto dal partito.

    Ecco perché il seggio in parlamento può diventare l’ancora di salvezza per le tasche di Giuseppe Conte, che potrebbe tornare ad avere un introito per non dilapidare completamente il suo patrimonio personale in favore del Movimento. Ma se Roberto Gualtieri liberasse il seggio, però, l’elezione non sarebbe una passeggiata di salute per Conte, che potrebbe doversela vedere anche con Nicola Zingaretti, che voci di corridoio danno intenzionato a candidarsi per quello stesso posto. E se dovesse sfumare anche questa possibilità, cosa ne sarebbe dell’ex premier?


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