Conte: “Sostegno a Draghi. Ma non accetto lezioni di atlantismo”

Giu 22, 2022

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    Rimaniamo forti con i nostri valori, i nostri ideali e il nostro progetto politico“. Sono queste le prime parole pronunciate da Giuseppe Conte all’indomani della fuga di Luigi Di Maio e di circa 60 grillini, che hanno abbandonato il Movimento 5 Stelle per aderire al nuovo gruppo “Insieme per il futuro”. La scissione ormai è irreparabile, dovuta anche alla debole leadership esercitata dall’avvocato in questi mesi al timone del M5S.

    La leadership del M5S

    Il fatto politico è di assoluto rilievo, ma per Conte il Movimento 5 Stelle deve proseguire per la sua strada. E alla guida vuole restare proprio lui. L’ex presidente del Consiglio non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro, nonostante quanto accaduto imporrebbe quantomeno una riflessione personale. “Lasciare la leadership? Per quale motivo?“, si è limitato a rispondere a chi gli ha chiesto se stesse meditando le dimissioni.

    Eppure per l’avvocato all’orizzonte vi sono diversi appuntamenti cruciali. Innanzitutto bisognerà prendere una decisione sul doppio mandato: il voto online era previsto per fine giugno, ma il travagliato momento interno potrebbe far slittare la consultazione sulla rete.

    Altro tema di non poco conto è quello di evitare ulteriori fughe: si teme che tra i 5 Stelle rimasti ancora fedeli ci possa essere più di qualcuno che, magari più in là, possa sposare la causa di Luigi Di Maio. Finendo così per ridurre ulteriormente a brandelli quel che resta del M5S.

    Il sostegno a Draghi

    Cerchiata in rosso c’è anche la questione relativa al sostegno al governo guidato da Mario Draghi, fronte su cui potrebbe crearsi una sorta di fronda nella fronda nei “contiani”. Ma proprio Giuseppe Conte è intervenuto in merito, gettando acqua sulle indiscrezioni e sulle possibili tentazioni per il passaggio all’opposizione: “Il sostegno a Draghi non è in discussione“. Ma per l’avvocato si apre un grande interrogativo: restare in maggioranza avrà davvero degli effetti positivi in termini di consenso?

    È sotto gli occhi di tutti la crisi di preferenze che sta colpendo il Movimento che, tra infinite giravolte e diverse ambiguità, ha finito per disorientare il proprio elettorato. Numeri scarsi non solo nei sondaggi: ormai i 5 Stelle non rappresentano più la prima forza del Parlamento. Ma per Conte evidentemente non è un problema: “Il Movimento rimarrà sempre la prima forza politica a occuparsi di giustizia sociale, transizione ecologica, digitale, beni comuni“.

    Un elenco di argomenti noti, già propinati in passato e che servono come giustificazione per tamponare una situazione francamente imbarazzante. La strategia della melina però non potrà durare a lungo: gli appuntamenti politici arriveranno e i grillini, nella confusione più totale, rischiano di essere travolti insieme al loro leader.


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