• Contro errori umani nuovo prototipo per la sicurezza in mare

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    La tecnologia per vivere il mare in sicurezza. Soprattutto per chi in acqua ci lavora ogni giorno. Un sistema di telecomunicazioni alternativo alla rete usata per i telefoni cellulari che tutti hanno in tasca. Il prototipo è già pronto. Ora occorre l’interesse del mercato – e quindi delle imprese – poi nel giro di un anno e mezzo il sistema potrebbe essere già su navi, barche a vela e gommoni. È il progetto internazionale Iside, Innovazione per la sicurezza del mare, incluso nel programma europeo Interreg marittimo Italia-Francia.

    Tutto parte da una premessa: negli ultimi dieci anni il 17 per cento degli incidenti in mare è legato a problemi di comunicazione. Il resto è dipeso da errori umani. La chiave è un utilizzo corretto e pratico degli strumenti ora a disposizione della comunità scientifica. In particolare Iside ha messo a punto modelli e protocolli vocali e audiovisivi legati ai sistemi Itc di comunicazione. Il prototipo testato sul campo – con simulazioni di incidenti tra imbarcazioni nei porti di Genova, Cagliari, Livorno, Tolone e Bastia e monitoraggio dei livelli di stress delle persone coinvolte – è in grado di riportare il segnale Ais Vhf utilizzato per le comunicazioni in mare direttamente su applicativi installabili negli smartphone e negli smartwatch, rendendo fruibile e sempre disponibile la tecnologica che, in caso di incidente, sarà in grado di sostituirsi al “fattore umano” nella delicata fase di comunicazione con le centrali operative delle Capitanerie di Porto.

    “Oggi – ha spiegato Gianfranco Fancello, docente all’Università di Cagliari, in occasione dell’evento conclusivo del progetto europeo ospitato nel capoluogo sardo – possiamo quindi ufficializzare la piena funzionalità ed efficienza del nostro prototipo che, una volta ingegnerizzato, sarà reso fruibile a tutti gli operatori di mercato. Allo stesso tempo lasciamo aperto il laboratorio sui fattori umani creato all’interno di Iside, che rimane a disposizione del partenariato e di tutta la collettività per generare nuove attività di ricerca fortemente integrate, capaci di mettere in evidenza l’incidenza del fattore uomo e che permettano di sviluppare processi e prodotti fortemente rispondenti e performanti agli standard psicofisici”.

    Nel progetto sono coinvolti otto partner: Università degli Studi di Cagliari Unica-Cirem; Siit-Sistemi Intelligenti Integrati e Tecnologie Società consortile per azioni (Scpa); Itcg – Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera ; Autorità di Sistema Portuali del Mar Tirreno Settentrionale e del Mare di Sardegna; Navigo; Camera di Commercio di Bastia e dell’Alta Corsica; Camera di Commercio del Var. Le spese: impiegati 2.300.000 euro, di cui 1.955.000 euro di fondi Fesr.


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