Corrin, la mia principessa Diana, tra icona e mistero

Un sì, quello di Diana Spencer (Emma Corrin) al principe Carlo (Josh O’ Connor), che trasforma in un attimo la vita della ventenne di nobilissime origini, timida quanto empatica, in un costante spettacolo mediatico, dove ogni suo gesto e parola vengono messi sotto lo scrutinio della corte e del mondo intero. Un peso sempre più difficile da sopportare vivendo, da moglie e madre, un matrimonio, definito da lei stessa in una storica intervista tv, “un po’ affollato” per la presenza di Camilla Parker Bowles (Emerald Fennel). E’ una delle parti di racconto centrali in The Crown 4, il nuovo capitolo (ambientato tra il 1979 e l’inizio degli anni ’90) della pluripremiata serie creata da Peter Morgan, sul Regno di Elisabetta II, in arrivo su Netflix il 15 novembre.
E’ il secondo e ultimo tratto della saga (nei prossimi due, che saranno gli ultimi, troveremo Imelda Staunton per la Regina, Jonathan Pryce per Filippo, Lesley Manville per Margaret ed Elizabeth Debicki per Diana) che ha come mattatori fra gli altri, il premio Oscar Olivia Colman per Elisabetta II, Tobias Menziel (Principe Filippo) , Helena Bonham Carter (Principessa Margaret), Erin Doherty (principessa Anne) e un altro debutto da non perdere, quello di Gillian Anderson nei panni di Margaret Thatcher. “Ritroviamo Elisabetta e Filippo che hanno risolto gran parte dei loro principali problemi e ora provano ad aiutare i figli adulti ad affrontare i loro – dice Olivia Colman in conferenza stampa -. Come genitori si mettono in discussione”.
C’era grande attesa sul casting della principessa del Galles. La scelta è caduta sulla 24enne emergente Emma Corrin (già interprete della serie Pennyworth). “Io ho sempre visto Diana come un’icona ma per interpretarla mi sono concentrata sulla sua umanità, il suo mistero” spiega Emma Corrin. Per l’attrice, Diana “non era del tutto inconsapevole di ciò che l’aspettasse a Corte ma niente può prepararti a vivere in quella realtà”. Quando si trasferisce nel palazzo “è come se sentisse di perdere parte della propria identità”. Scene di un matrimonio quasi subito in crisi, nel quale “nonostante fossero entrambi immaturi, c’era molto amore, anche se era diverso da quello di Carlo per Camilla” aggiunge Josh O’ Connor. Fra le scene più difficili, quelle sulla bulimia della principessa: “volevo mostrare anche quell’aspetto con grande onestà” racconta Corrin.
La principessa Margaret è fra i primi a vedere i rischi di quel matrimonio: “Margaret ha molta simpatia per Diana, e si rende conto, per quello che ha vissuto, che quel rapporto non sarebbe stato una luna di miele” spiega Bonham Carter. Emma Corrin ha trovato molto particolarmente emozionante indossare una perfetta riproduzione dell’abito da sposa di Diana: “Quando si sono aperte le porte è arrivato un improvviso silenzio, è come se tutti sentissimo la responsabilità di quello che stavamo raccontando”. Sapendo come la storia di Diana sia andata a finire, ripercorrere quei fatti è stata “un’esperienza molto potente” dice Olivia Colman. La rilettura di Morgan, rivisita, pezzi di storia come come l’attentato letale ad opera dell’Ira contro il padrino di Carlo, Lord Mountbatten; il matrimonio di Anne con Mark Phillips; il rapporto tra Margaret Thatcher e la Regina che precipita dopo la guerra delle Falkland e l’episodio del 1982 legato a Michael Fagan (Tom Brooke), disoccupato allora 33enne, che si introdusse di nascosto a Buckingham Palace, e riuscì ad entrare nella stanza della Regina con cui ha parlato per alcuni minuti prima di essere arrestato. “Ci sono molti momenti di scintille fra la Regina e Margaret Thatcher – racconta Olivia Colman – Elisabetta all’inizio è felice di potersi confrontare con un’altra donna di potere… ma non dura a lungo”. Gillian Anderson “è incredibile, ha colto in pieno le sue espressioni, il modo di camminare – dicono Colman e Bonham Carter – era come avere un fantasma (della Thatcher) sul set” Rispetto all’idea di passare il testimone dei vari personaggi a nuovi interpreti nel prossimo capitolo, “avrei preferito scegliessero qualcuno meno straordinario di Imelda Staunton per la Regina – scherza Olivia Colman – Ora nessuno si ricorderà di noi… chissà, potremmo rispuntare fuori comparse…
interpretando qualcuno della servitù”.
   


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