Cosa si dice online di Elon Musk

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Nonostante altre piattaforme social abbiano un numero di utenti decisamente superiore, Twitter è molto probabilmente la più rilevante in assoluto. Non vi è capo di stato, politico, giornalista e opinion leader/maker che non abbia una propria presenza sulla piattaforma di microblogging. Era dunque naturale attendersi un “terremoto” quando, dopo una lunga e controversa trattativa, Elon Musk ne ha acquisito il controllo. Anche perché, come sappiamo, in seguito all’acquisizione le mosse dell’imprenditore sudafricano si sono caratterizzate sia per determinazione che spregiudicatezza. ANSA e DataMediaHub hanno dunque deciso di analizzare le conversazioni online relative all’eccentrico miliardario per cercare di comprendere quale sia il vissuto delle persone sul nuovo proprietario e le sue scelte.

Sono state analizzate le conversazioni online (social + news online + blog e forum) negli ultimi trenta giorni, dal 16 ottobre al 14 novembre, relativamente proprio a Elon Musk. Nell’arco temporale preso in esame complessivamente sono state poco meno di 16,9 milioni le citazioni online di Elon Musk. Il picco massimo di tali conversazioni si è avuto il 28 ottobre scorso, quando l’imprenditore statunitense ha ufficializzato l’acquisto di Twitter, twittando “The bird is freed”. L’uccellino (in riferimento al simbolo di Twitter) è stato liberato”. Tweet che per inciso ha generato più di 2,4 milioni di like, 357mila retweet e quasi 54mila tweet di citazione.

Poco meno di 16,9 milioni le citazioni online, da parte di quasi 1,5 milioni di autori unici, i cui contenuti hanno coinvolto (like + reaction + commenti e condivisioni) circa 146 milioni di soggetti. Oltre al giorno nel quale Twitter è ufficialmente passato di mano, si è registrato un picco di 1,6 milioni di citazioni il 7 novembre scorso, quando Musk ha annunciato di voler disciplinare gli account “parodia”, eliminandone da subito alcuni famosi con un grande seguito. Un volume straordinario di citazioni, che molto probabilmente è un record, delle quali oltre 100mila dall’Italia.

Dibattito fortemente negativo per quanto riguarda il sentiment, la quota di emozioni e, appunto, sentimenti negativi contenuti nelle verbalizzazioni online, anche se non manca chi invece esprime un giudizio positivo. La positività di sentiment, minoritaria, si registra prevalentemente in riferimento alle garanzie di libertà di parola che il neoproprietario garantirebbe. Libertà che non viene invece apprezzata dagli investitori pubblicitari, che preoccupati per la brand safety, l’insieme di misure che mirano a proteggere l’immagine e la reputazione dei marchi dall’influenza negativa o dannosa di contenuti discutibili o inappropriati durante la pubblicità online, in molti casi hanno stoppato gli investimenti in advertising su Twitter, congelandoli sino a che la situazione non sia più chiara.

La negatività, che prevale, si concentra invece proprio sulla figura di Elon Musk, oltre che su alcuni aspetti legati al massiccio licenziamento di dipendenti, alla scorrettezza politica, e all’idea di far pagare per l’utilizzo della piattaforma social. Non a caso il tweet dell’account chillmage (con poco più di 19mila follower) che afferma che “Elon Musk è così bravo a negoziare che ha pagato $ 44 miliardi per qualcosa del valore di circa $ 10 e poi come primo ordine del giorno ha proposto un abbonamento mensile da $ 20 e l’ha immediatamente rivisto fino a $ 8 perché Stephen King gli ha detto di andare a farsi fottere. Roba brillante”, ottiene più di 281mila like, quasi 27mila retweet e oltre un migliaio di tweet di citazione.

Insomma, i contorni delle conclusioni delle prime mosse di Elon Musk sono ancora in via di definizione e pare non vi sia una fuga da Twitter, con Mastodon che afferma che dal 27 ottobre al 12 novembre il numero di utenti attivi è salito a oltre 1,6 milioni, che è oltre 3 volte quello che era due settimane fa. Poca cosa rispetto ai circa 238 milioni di “monetizable daily active usage” su Twitter a dine giugno 2022. Ma gli elementi emergenti dalla nostra analisi sin qui certamente non sono un segnale positivo per l’ipotesi di lavoro del neo proprietario di Twitter, che si comporta come un giocatore di poker in tilt e si sforza troppo di riavere indietro i suoi soldi in una volta, in tempi troppo rapidi, e probabilmente poco realistici.


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